GoFundMe, la piattaforma che è un’azienda, non una onlus

17 Marzo 2020

GoFundMe è una piattaforma gratuita: i donatori, come spiegato chiaramente in fase di donazione, possono in maniera facoltativa lasciare una mancia, se lo desiderano, per il nostro servizio.

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Sta ai donatori decidere quanto vale il nostro lavoro quotidiano e i servizi di assistenza, garanzia e sicurezza che offriamo. Il dato relativo al 2,9% è una tariffa del processore di pagamento per spese tecniche. Ad esempio, se si donano 10 euro e si sceglie di aggiungere una mancia del 10%, si paga un totale di 11 euro: 9,46 vanno al beneficiario, 0,54 al processore di pagamento, 1 euro a GoFundMe.

Ma questo euro può essere eliminato, ridotto ed essere anche rimborsato se versato per errore.

Sulla raccolta dati: siamo pienamente conformi al GDPR (General Data Protection Regulation). Raccogliamo solo le informazioni necessarie per elaborare le donazioni e tali informazioni sono condivise solo con coloro che ne hanno bisogno. Non vendiamo informazioni sui donatori a terzi.

Al fine di proteggere la privacy e i dati degli utenti, seguiamo da vicino tutti i rigorosi standard imposti dalle società di carte di credito, tra cui la conformità PCI-DSS (Payment Card Industry Data Security Standard, un’iniziativa di sicurezza per offrire ai fornitori di servizi e ai commercianti un approccio unificato per salvaguardare le informazioni dei titolari di carte di credito impedendo frodi di carte di credito, cracking e varie altre minacce alla sicurezza e vulnerabilità).

Siamo inoltre certificati con lo scudo per la privacy Ue-Usa. Infine la nostra comunità ha la possibilità di utilizzare la nostra piattaforma con un indirizzo mail, senza collegare i propri account social media.

Luca Salici, communications Manager, Southern Europe GoFundMe

Ringrazio GoFundMe per la replica che non smentisce nulla di quanto da me scritto nell’articolo di ieri (basato sulle informazioni disponibili sul sito aziendale). Come evidente anche dalla replica, un servizio che ha un costo per definizione non è gratuito. Comunque, visto che GoFundMe è un’azienda e non un ente benefico ma è anche l’infrastruttura più efficace per raccogliere fondi in questo momento, sarebbe bello che rinunciasse a ogni margine di guadagno sulle raccolte per resistere al coronavirus, invece di caricare commissioni più o meno nascoste e poi fare donazioni molto pubblicizzate. Sarebbe un bel gesto di solidarietà, oltreché di trasparenza.

Stefano Feltri

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