Sono circa 1,3 milioni le domande di Reddito di cittadinanza arrivate finora, 800mila almeno le card ricaricate. In questi mesi i beneficiari stanno raccontando al Fatto l’effetto che questo ha avuto nella loro vita (le loro storie le trovate di seguito). Per qualcuno è cambiata, per altri, invece, le critiche per gli importi esigui o le difficoltà ne hanno limitato l’impatto. Intanto, andranno “a battesimo” lunedì 29 luglio in Sardegna i primi navigator: in 121 parteciperanno a una giornata di presentazione e formazione, la prima a livello nazionale, all’Università di Cagliari. Ci sarà anche Mimmo Parisi, presidente dell’Anpal, l’Agenzia nazionale per il lavoro: “Sarà una giornata di orientamento che prevede la comunicazione di tutte le informazioni necessarie ai navigator per svolgere i propri compiti” ha detto, in parte rispondendo alle accuse sull’eccessiva spesa che sarebbe stata erogata per la convention di tre giorni. All’appuntamento di Cagliari seguiranno infatti quello di Roma e di Palermo. “Anpal – si legge sul sito dell’Agenzia – ha disegnato un percorso formativo” che consenta “di essere pienamente operativi già ad agosto”.

Ecco le vostre storie, pubblicate sul Fatto in due puntate nel mese di luglio, dopo la prima raccolta che trovate qui. Continuate a scrivere a spesadicittadinanza@gmail.com per raccontarci come avete speso il reddito.

1 – Ho fatto il gioielliere per 25 anni guadagnando cifre da capogiro, eppure oggi mi ritrovo senza lavoro con una figlia di 25 anni a carico della mia ex moglie perché non posso permettermi neanche di farle una ricarica e me ne vergogno. Grazie alla richiesta accolta, oggi posso permettermi di fare qualcosa in più per lei.
Fulvio T. (55 anni, Catania)

2 – Parte del mio reddito l’ho speso al supermercato, poi farò il bonifico per l’affitto della casa e magari ci scappano un paio di scarpe nuove per il mio bimbo. Intanto non sarò costretto ad accettare lavori da schiavo.
Alberto L. (51 anni, Messina)

3 – Ho fatto la visita dall’oculista e acquistato il collirio ma non posso rifare le lenti per gli occhiali che costano 800 euro. Perché non dare la possibilità di mettere da parte ogni mese fino a 150 euro da spendere entro 6 mesi?
Carla P. (66 anni, Roma)

4 – Ho pagato l’affitto e una bolletta, anche se non mi sono rimasti soldi per comprare da mangiare a mio figlio. È difficile continuare a mangiare sempre pasta con il burro.
Barbara P. (48 anni, Marche)

5 – Siamo una famiglia con 4 figli (compresi tra i 15 ed i 9 anni), sono un libero professionista, mia moglie è casalinga e stiamo in affitto. Ho preso 40 euro, nulla. Continueremo a sopravvivere.
Paolo B. (51 anni, Bergamo)

6 – Ho un affitto di 500 euro e spese varie di circa 300 euro tra acqua, luce e gas. Sono disoccupato dal 2014. Ora riesco quasi a pagare tutto, ma se si vuole ritornare a lavorare bisogna fare anche dei corsi di aggiornamento che al momento sono a pagamento.
Marco A. (50 anni, Genova)

7 – Ho preso 280 euro e va bene. Ma vorrei sapere perché nessuno ha pensato a chi vive nei piccoli paesi dove non c’è ancora l’Adsl e i negozi non hanno il Pos. Siamo in due e possiamo prelevare 50 euro al mese e di questi la metà sono da accantonare per le bollette, ci restano 83 centesimi al giorno per il pane e la spesa. Se non compro pane per una settimana, posso andare in un supermercato vicino al mio paese dove hanno il Pos ma il costo del biglietto del pullman è di 5,20 euro.
D. S. (58 anni, provincia di Novara)

8 – Sono molto delusa per come viene calcolato il reddito di cittadinanza. L’aver percepito la Naspi nel 2017 (1.880 euro lordi), mi ha fatto prendere solo 158 euro con cui dovrei pagare l’affitto di 250 euro e mantenere una figlia di 17 anni. Che senso ha una misura anti-povertà basata sui redditi lordi percepiti due anni prima?
Laura T. (41 anni, Palermo)

9 – Sono disabile al 75%. Avevo la carta Rei con 187,5 euro e già a fatica riuscivo a starci dentro da povero. Ora mi ritrovo obbligato a spendere i soldi del reddito di cittadinanza per qualcosa deciso da altri.
Andrea S. (35 anni, Brescia)

10 – Il reddito di cittadinanza mi ha cambiato la vita. Sono disoccupato e mi sono sempre dovuto arrangiare. Adesso vivo con più serenità.
Ivano C. (54 anni, Genova)

11 – Non ho un lavoro e ho ricevuto 162 euro. Vivo in affitto. Come faccio a pagare le altre spese per vivere?
R. C. (65 anni, Torino)

12 – Quando ho visto che mi hanno accreditato 40 euro ho pianto di rabbia. Non voglio che mi vengano regalati soldi, ma cercavo una speranza. Sono madre con 3 figli minori e ho un mantenimento molto ballerino. Questa non è vita, anche perché le mie condizioni economiche sono peggiorate dal 2017. Intanto ai colloqui mi ripetono: “Bel curriculum, ma con 3 figli come fa a lavorare?”.
Claudia T. (40 anni, Parma)

13 – Quando mi hanno accettato la domanda si è acceso un raggio di sole, poi spento al ritiro: con un affitto di 450 euro e un bambino di due anni, come si può trovare sollievo con soli 40 euro?
Vins (33 anni, Catania)

14 – Dopo anni alla Caritas, con i 681 euro che mi hanno accreditato ho fatto la spesa al supermercato: una volta di 19 euro e una volta di 30 euro. Poi ho pagato la bolletta della luce (35 euro). Ora vorrei trovare un telefonino connesso a Internet, perché mio marito è in dialisi e almeno può guardare qualche video. Con il contante comprerò i biglietti dell’autobus per accompagnarlo in ospedale e, magari, mentre lo aspetto berrò un caffè alle macchinette. Poi magari riuscirò a comprare un paio di scarpe a mio marito e dei pantaloni per me. Da zero euro che avevo, ora ho un po’ di respiro.
Susanna G. (49 anni, Pisa)

15 – Vivo in affitto con mia figlia di 10 anni, sono disoccupato e invalido. Dopo un infarto la mia azienda non mi ha rinnovato il contratto. Percepivo 650 euro di Naspi e ora ho ricevuto 40 euro con cui ho pagato la bolletta della luce scaduta da un mese. Spero di ricevere qualcosa in più, ma per quanti vivono la mia stessa situazione, il reddito mi ha datà un po’ di dignità.
Mario (56 anni, Mantova)

16 – Sono invalido al 67% e mia moglie è casalinga, abbiamo due figli minorenni. Grazie al reddito ci sentiamo meno emarginati e ci vergogniamo meno. Abbiamo comprato un paio di scarpe nuove, una maglietta, fatto la spesa come persone normali. Finalmente una vita dignitosa , se poi dovessero darci un lavoro saremmo le persone più felici d’Italia.
Franco C. (63 anni, Sassari)

17 – È dura vivere di elemosina. Grazie al reddito di cittadinanza ora posso provvedere da sola alle spese alimentari e di altre necessità. Anzi, a mia volta mi posso permettere di dare piccoli aiuti in cambio di brevi passaggi in auto per il supermercato o altre commissioni.
Paola V. (63 anni, Piemonte)

18 – Sono disoccupato da aprile 2017 e sono ospite a casa di un amico. Ho sperato nel reddito di cittadinanza come un piccolo aiuto per venir fuori da una povertà che mi spezza l’anima e il corpo. Ho ricevuto solo 207 euro, perché mi è stato detto che si va a integrare con la mia situazione del 2017. Cosa che trovo assurda. Ci vuole poco a comprendere che le entrate che avevo due anni fa non le ho più ora.
Paolo A. (Roma)

19 – Ho due figli di cui uno invalido. Sono divorziata da pochi mesi. Senza lavoro dal 2016. Vivo in affitto. Io nel 2017 avevo l’assegno di mantenimento da parte del mio ex marito, per cui fra il mio e quello del figliolo raggiungevo 750 euro al mese. Ora, invece, percepisco solo 400 euro. Per questo mi hanno accreditato solo 40 euro. Capirete che mi sono sentita presa in giro. È bello aiutare ma fate in modo che i poveracci come me possano dichiarare la situazione attuale non quella di due anni fa.
Cinzia D. (59 anni, Bergamo)

20 – Mia moglie e io ci siamo potuti comprare le scarpe e riesco a pagare il mutuo e le bollette. Prima del reddito di cittadinanza facevo volantinaggio, naturalmente in nero. Colgo l’occasione per incoraggiare tutti quelli che sono nelle mie stesse condizioni a non perdere mai la speranza. Può darsi che questa volta un lavoretto ce lo trovano davvero.
Giampaolo (61 anni, Cagliari)

21 – Sono disoccupato dal primo giugno 2017, ho una casa in affitto e vivo solo. Sapete quanto mi hanno dato? 87 euro, perché nel 2017 ho lavorato 5 mesi.
Stefano M. (57 anni, Perugia)

22 – Sono laureato in giurisprudenza, ho 28 anni e da aprile percepisco 144.75 euro di reddito di cittadinanza. Premesso che prima di tale data per lo Stato italiano non esistevo, 144 euro al mese sono ben lontane dalle più rosee aspettative dei 780. Ho molta voglia di lavorare, vorrei metter su famiglia, vorrei qualcosa di stabile, al momento sto ultimando il tirocinio propedeutico all’esame di abilitazione alla professione forense, 18 mesi non retribuiti, senza copertura assicurativa nè previdenziale. Il mese di agosto invece di andare al mare andrò a fare il vigile urbano. Per un mese, e probabilmente perderò il sussidio. Poco importa, spero di non uscire dal programma e che mi sia trovata un’occupazione, qualsiasi. Il lavoro non mi spaventa, neanche quello manuale, per mantenere gli studi ed aiutare i miei ne ho fatti di ogni tipo. Qui, però, il lavoro è oggetto di ricatto sociale, lavori come uno di Milano o forse anche di più, ma la busta paga (quando la vedi) è la metà se non un terzo. Il reddito di cittadinanza non mi ha reso ricco come qualcuno sosteneva e tanto meno sono stato sul divano a girarmi i pollici. Ma mi ha permesso di comprare un paio di scarpe o una maglietta senza dover chiedere i soldi ai miei genitori. A 28 anni, credetemi, è una cosa molto deprimente, soprattutto per chi come me ha affrontato un percorso di studi molto difficile. Tutte le mattine osservo la mia laurea a quell’angolo di muro, ma sarò davvero soddisfatto quando smetterò di chiedermi se ne sia valsa realmente la pena.
Gianluca (28 anni, Calabria)

23 – Sono mamma di due bambini con disturbo dello spettro autistico. Prima di percepire il reddito di cittadinanza, di circa 915 euro, vivevamo con 680 euro delle pensioni dei miei figli e i 200 euro che prendo io in busta paga. Spero tanto che ci chiamino a lavorare e soprattutto spero che tengano conto dell’impegno per i nostri figli tra scuola e terapie. Per noi è stato di vitale importanza il reddito di cittadinanza.
Onida (34 anni, Cremona)

24 – Avrei voluto scrivere che magari con il reddito potevo pagare il bollo scaduto oppure le tasse comunali oppure il pieno ogni tanto. Ma non posso perché non l’ho ricevuto. Perché? Perché l’Inps conta come reddito la pensione di invalidità, come se per noi fosse un lavoro essere invalidi. Io come tanti altri invalidi siamo rimasti esclusi proprio per questo conteggio.
Francesco S.

25 – Sono disoccupata dal 2005. Ho iniziato a lavorare nelle fabbriche di abbigliamento a 17 anni, sempre sfruttata e pagata poco. I contratti sono da tre ore ma ne fai anche 14. Dopo la scuola di estetica, con sacrifici, ho trovato la stessa situazione, prove infinite senza retribuzione né contratto. Ora posso pagare una bolletta, l’affitto, comprare il pesce, alimento per me impossibile da mangiare prima, una pizza, un bagno schiuma in più. Mi vergognavo della mia situazione perché dovevo riscaldare l’acqua per lavarmi, lavare i panni a mano non avendo una lavatrice. Tuttora vivo in una stanza col mio compagno ma vivo dignitosamente nell’attesa di una chiamata dal centro per l’impiego perché prima di tutto vorrei lavorare, un lavoro normale con contratto, che mi permetta di vivere finalmente una vita normale.
Daniela (36 anni, Benevento)

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