I due novelli Totò e Peppino, falsari delle banconote provenienti da Napoli e Casoria, si erano rinchiusi nel capannone di via San Giusto 71 a Pomigliano d’Arco (Napoli) da dodici giorni. Quasi due settimane senza mai uscire, dormendo e lavandosi lì, e nutrendosi di biscotti, avvolti negli odori di porchetta e salumi provenienti dall’azienda alimentare […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

Via ai test sulle zanzare Ogm: la nuova sperimentazione contro la malaria ai Tropici

prev
Articolo Successivo

Unioni civili, assegno di divorzio anche per coppia di due donne

next