“E’ da prendere 50 mila da Toro, sono soldi”. “Speriamo che questo ha i soldi”. “Ma sì che li ha, uomo”. L’intercettazione è tra due trafficanti di droga, entrambi fornitori sulla piazza di Milano. “Toro”, invece, è il soprannome di Luca Lucci, 36 anni, capo della curva sud del Milan e di casa all’interno della società. Volto noto e figura carismatica della tifoseria rossonera, Lucci, ieri, è stato arrestato assieme ad altre 21 persone, tutte destinatarie di misure cautelari con l’accusa di vendita e spaccio di droga.

L’indagine coordinata dal commissariato Centro, agli ordini del dottor Ivo Morelli, è durata poco più di un anno e ha fotografato un florido traffico di droga (soprattutto hashish e marijuana, più cinque chili di cocaina) che ha portato al sequestro totale di circa 600 chili. Un lavoro prezioso quello degli investigatori che hanno lavorato su ben 140 utenze ricostruendo una rete di spaccio su tutta Milano alimentata da due canali: uno calabrese e un altro albanese. Tra gli arrestati c’è anche Massimo Mandelli, steward durante le partite dell’Inter allo stadio Meazza, nonché neo candidato anche per Casapound alle prossime Amministrative nel Comune di Cerro Maggiore.

Luca Lucci, in sostanza, si faceva arrivare la droga direttamente nei locali dell’associazione il Clan 1899, sede storica di un Milan club e punto di riferimento per tutti i curvaioli rossoneri. A Lucci, daspato tre volte e condannato per l’aggressione a un tifoso dell’Inter, sono contestati, scrive il giudice, 3 acquisti per un quantitativo imprecisato tra i 4 e i 40 chili (“diceva 2 e gli ho portato 4”). Tutti gli indagati avevano in dotazione cellulari intestati a persone inesistenti o straniere. Anche Lucci, che ne chiederà uno nuovo ai due trafficanti. Rilevante, inoltre, una conversazione tra il capo ultras e un narcos. Dice il secondo: “Ti sto parlando come fossi mio fratello, non è che te vuoi lavorare e non ce l’abbiamo, piano piano arrivano le cose nostre non avere dei problemi”.

Sono rare le intercettazioni di Lucci. Sarà lui a individuare e scollegare una telecamera della polizia posizionata vicino al Clan. Tra i non indagati, ma fotografato dopo le consegne anche Daniele Cataldo definito “uomo di fiducia” del “Toro” e figura carismatica della curva rossonera. Lucci ha raccolto l’eredità di referente della Sud da quel Giancarlo Lombardi, detto Sandokan, fondatore dei Guerrieri Ultras, i quali, nel 2006, presero il posto della leggendaria Fosse dei Leoni. “Attendiamo di leggere gli atti – ha commentato ieri Jacopo Cappetta legale di Lucci – alcuni passaggi dell’ordinanza ritenuti cruciali non ci sembrano affatto chiari”.