Si sa che la retorica è una brutta bestia. Serve, sì, certo, ma ha effetti collaterali difficili da prevedere e capita (spesso) che renda alcune parole logore e inservibili, che le consumi e le renda fruste, trasformando concetti pesanti e nobili in astruse formulette – addirittura strampalati nonsense – buone per ogni occasione. Un caso […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

Grazie al cielo c’è un giudice in Usa

prev
Articolo Successivo

Lo spread tra l’Italia del no e quella della greppia

next