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venerdì 14/10/2016

Prestanome, amanti e la mamma: tutte le donne di Fabrizio Corona

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Prestanome, amanti e la mamma: tutte le donne di Fabrizio Corona

Le donne. Quelle che ha amato, quelle che ha sfruttato, quelle che ha lasciato, quelle che gli hanno dato una possibilità. Erano rimaste solo le donne, prima del suo arresto, nella vita di Fabrizio Corona. Gli era rimasta la mamma Gabriella, che tanto ha lottato per la sua scarcerazione e che era con lui quando è stato arrestato per l’ennesima volta (c’era anche il figlio Carlos) C’era Francesca Persi, cassaforte e prestanome di Fabrizio, che piangeva e mangiava sempre meno perché da quando era entrata Silvia nella sua vita “Fabrizio non mi guarda più”. Lo amava, ma chi divideva con lei l’ufficio racconta che gli augurava spesso la morte, che per lui aveva una dipendenza malsana.

I suoi collaboratori assicurano che la Persi non aveva mai pensato di finire in galera. Si era spaventata solo quando il Fatto, a luglio, la indicò come la “cassaforte” di Corona. Svuotò cassette di sicurezza e forse parte del controsoffitto per trasferire il denaro in Austria. Preparò un borsone e lo consegnò alla collaboratrice di Corona Geraldine Darù, dicendole di andare al Windsor Hotel, chiudersi in una stanza e di aspettare indicazioni. Geraldine aspettò un giorno e una notte. Sbirciò nel borsone, vide buste con cifre scritte a penna. Si presentò la Persi, stravolta, alle sette del mattino. Partì subito per l’Austria, versò il denaro in banca e poi, per agitazione e stanchezza, fece un brutto incidente al Brennero.

I viaggi in Austria furono tre: il 3, il 10 e l’11 agosto. Geraldine, autista e assistente, è stata interrogata tre volte dalla Dia ed ha vuotato il (suo) sacco raccontando di sacchi pieni di soldi. È inquietante come questa ragazza tatuata che pare più l’ennesima donna abbindolata da Corona che un’anima nera, sia passata per molti siti, giornali e commentatori social, per quella che “ha tradito Corona”. Dino Giarrusso delle Iene, approfittando della sua amicizia precedente alla questione Corona, le ha fatto dire quello che lei ha riferito alla Dia, registrandola e mandandola in onda a sua insaputa. Fioccano commenti come “Questa infame sputa nel piatto in cui ha mangiato”. Fare il proprio dovere e dire la verità alla Dia, è “tradire” il capo. Non è riferire. È “spifferare”.

C’è poi Silvia, la “sua” donna, anche se la vita sentimentale di Corona era affollata. Ha avuto storie con Mariana Rodriguez, con Ginevra Rossini e, dopo rocambolesche sovrapposizioni, con quella che è diventata la fidanzata, Silvia Provvedi del duo Le Donatella. Pare che Fabrizio abbia avuto problemi con i genitori delle due e abbia dovuto firmare un contratto con la madre di Silvia in cui garantiva guadagni per Silvia e sorella.

Ma non c’era solo Silvia. C’era anche Lia, una manager di Verona che per Corona ha lasciato il marito, medico affermato. A lei, negli ultimi mesi, Fabrizio chiedeva soldi (migliaia di euro alla volta) e regali, spesso abiti comprati da “Antonia”, uno dei negozi più costosi di Milano. Lei si sentiva la sua fidanzata, lui giustificava la presenza in casa di Silvia dicendo che i provvedimenti restrittivi gli impedivano di guadagnare abbastanza, che Silvia era una fonte di guadagno. La “fidanzata” Lia era per lui quello che un tempo fu Lele Mora.

C’è un’altra donna importante, l’ex moglie Nina Moric. È stata lei, e non Corona, che ha segnalato l’esplosione di un ordigno sotto casa di Fabrizio. Il figlio Carlos era spesso in compagnia del padre, era preoccupata. Gli ordigni davanti alla portineria a dire il vero furono due: uno fu disinnescato. Corona si era guardato bene dall’avvertire la polizia. A quel punto intervenne la Dia. Corona, a quanto pare, deve molti soldi a personaggi non proprio raccomandabili. Si parla di calabresi. Di un concessionario di auto a noleggio di Buccinasco, a cui Fabrizio dovrebbe centinaia di migliaia di euro per noleggi mai pagati. Il primo agosto Fabrizio è al Radetzky a bere un aperitivo quando gli si parano davanti il calciatore calabrese Giuseppe Sculli e un suo amico. L’amico comincia a dargli dei pugni, Fabrizio fugge. I tre rimarranno un’ora chiusi in una stanza, nessuno sa cosa si siano detti. Ma di soldi Fabrizio ne deve tanti. A Marate, in Basilicata, a inizio anno acquista un’Audi da 72.000 euro. Ne dà 12.000 di acconto, poi sparisce. Il venditore reclama e lui gli propone un Rolex di dubbia provenienza. Il venditore non accetta e non viene mai più pagato. Quella sera, con lui c’è Geraldine, terrorizzata.

Donne, solo donne nella vita di Corona. Ed è una donna perfino il giudice di sorveglianza, Giovanna Di Rosa, convinta fino alla fine che Fabrizio gestisse con rigore i tanti permessi che gli concedeva. Intanto, dal carcere, Fabrizio Corona fa sapere che sui soldi in Austria e nel controsoffitto avrebbe pagato le tasse. Vado a svuotare il microonde che domani mi scade la prima rata dell’Iva.

 

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