Non sono finite le grane di Virginia Raggi, impegnata in queste ore a ricomporre i pezzi della sua giunta dopo le dimissioni del capo di gabinetto Carla Raineri e dell’assessore Marcello Minenna, ma anche dei vertici delle municipalizzate Ama (rifiuti) e Atac (trasporti). Il sindaco di Roma ha un nuovo problema da risolvere: l’iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma del suo assessore all’Ambiente, Paola Muraro.

Sull’inchiesta e sulla posizione dell’assessore i pm romani non fanno trapelare nessuna indiscrezione. Quello che si sa è che l’indagine non riguarda solo le consulenze della Muraro, ma ha dei confini molto più ampi.

Nel mirino della Procura ci sono finiti i due impianti a Malagrotta del Colari (società riconducibile a Manlio Cerroni, il “ras” dei rifiuti a Roma) e i due di Ama – uno a Rocca Cencia, l’altro in zona Salaria – realizzati dalla Sorain Cecchini Ambiente, ancora del gruppo Colari (che, peraltro, ha costruito anche gli altri due). Il sospetto dei pm, semplificando, è che gli scarti di lavorazione dei rifiuti non siano conformi alle autorizzazioni e ai limiti fissati per legge. Un filone dell’inchiesta quindi riguarda l’impianto di Rocca Cencia, in particolare, lo stesso che ha creato dei dissidi tra Muraro e l’ex presidente di Ama Daniele Fortini: quest’ultimo aveva smesso di servirsi del Tmb di Rocca Cencia, mentre l’assessore aveva chiesto – a voce e per iscritto – di riattivare il rapporto tra Ama e l’impianto.

La portata dell’inchiesta è ancora da capire: per adesso – a detta dell’assessore e del suo legale, l’avvocato Salvatore Sciullo – non è arrivata alcuna comunicazione dei magistrati sull’inchiesta. Contestati, oltre al concorso in abuso d’ufficio, ci sarebbero reati ambientali, di solito puniti – se accertati – con contravvenzioni. Giorni fa, quando già i giornali si occupavano del “caso Muraro”, la Raggi disse che qualora fosse arrivato un avviso di garanzia avrebbe valutato il da farsi. Era il 10 agosto scorso e ora, a distanza di quasi un mese, il problema si ripone. Intanto domani alle 17, Muraro, con la sindaca di Roma, sarà sentita dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e gli illeciti ambientali.

A Palazzo San Macuto andrà senza avvocato anche se il regolamento della commissione Ecomafie, avendo un ruolo inquirente, consente a chi è sottoposto alle indagini di farsi da un legale. L’assessore chiederà invece alla Commissione di secretare una parte della sua audizione: ha già preparato una relazione con tanto di atti allegati, anche per smentire una serie di accuse mossegli da Fortini.

La relazione della Muraro potrebbe essere acquisita anche dalla Procura di Roma: secondo indiscrezioni anche lei è pronta a indicare davanti alla Commissione una serie di responsabilità di altre persone. Proprio Palazzo San Macuto era stato la sede scelta da Fortini per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Ai parlamentari l’ex presidente di Ama ha spiegato di “aver incontrato la Raggi, soltanto una volta, il 27 giugno 2016.

Mi è stato chiesto di produrre ogni giorno un report sull’attività di Ama, cosa che ho fatto. (…)”. Poi però avrebbe smesso perchè “sono stato costretto a farlo. I destinatari sono stati il sindaco, la Muraro, e l’onorevole Stefano Vignaroli. Ho smesso di redigerli nel momento in cui uno di questi report settimanali, è diventato un allegato a una lettera del dipartimento ambiente di Roma Capitale”.

Insomma per Fortini quei documenti dovevano restare segreti: “Se invece diventano una lettera del dipartimento ambiente di Roma Capitale e vengono a conoscenza di tutti, il rischio che corre l’azienda è molto grave”.

Poi l’ex numero uno di Ama parla di un incontro con la Muraro: “Lunedì 25 luglio ricevo una telefonata dalla Muraro che mi informa che sarebbe venuta a trovarmi in ufficio. Invece, mi trovo nell’ufficio, insieme all’assessore, persone di cui non avevo previsto la visita, per subire quello che è stato un interrogatorio a telecamere aperte – da me autorizzato – in luogo di quello che immaginavo essere un confronto tra l’assessore e il presidente dell’azienda (…) La cosa che mi ha particolarmente amareggiato è l’imboscata”. Poi punta il dito sulle consulenze della Muraro in Ama, durate fino al 30 giungo scorso: 12 anni per un guadagno totale di 1,1 milioni di euro lordi. Dice Fortini: Il neo-assessore “è stata una persona influente in Ama, non uno dei tanti consulenti. Peraltro, Ama ha in tutto tre consulenti e solo una da 12 anni”.

Adesso la parola passa alla Muraro.

 

Articolo Precedente

Berlusconi, Sofri e la linea tra colpevoli e innocenti

prev
Articolo Successivo

“Indagata? Non so nulla. Altri devono temere…”

next