La verità è che vorrei fare questo mestiere per sempre”, dice il giovane Jake Bugg, atteggiamenti da proto punk, aria da hipster maledetto (una volta si sarebbe parlato di “Teddy Boy”, ma i tempi sono cambiati) e sosia di Justin Bieber. Facile sperare quando neanche maggiorenne vieni messo sotto contratto da una major, che coi […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

Sorpresa: i Pixies ribattono un colpo

prev
Articolo Successivo

Meno beat, più dance. Il ritorno del folletto

next