A soli tre mesi dalle elezioni, Genova ha il suo primo candidato sindaco: Marika Cassimatis del Movimento Cinque Stelle. Ieri 700 iscritti hanno partecipato alla selezione online: Cassimatis ha ottenuto 362 voti contro i 338 di Luca Pirondini.

Una sorpresa anche nel Movimento, perché la vincitrice era stata accusata dai suoi avversari di essere vicina a Paolo Putti e ai consiglieri comunali che hanno lasciato il M5s. Pirondini, invece, era considerato il grande favorito, vicino ad Alice Salvatore – candidata sconfitta alle regionali 2015 – di cui era stato collaboratore. Ieri mattina Pirondini aveva postato su Facebook un commento non proprio soft: “Oggi siamo chiamati a fare una scelta netta di campo. Stare con chi crede fortemente, da sempre, nel Movimento o con chi fino a qualche giorno fa faceva comunella con i voltagabbana che hanno usato il Movimento per darsi visibilità e poi creare altre liste”. Cassimatis gli ha risposto così: “Per fare politica è meglio pensare a se stessi che denigrare gli altri”.

La neocandidata si trova a rappresentare il M5s alle elezioni più importanti di primavera, quelle di Genova che saranno una prova cruciale per tutti gli schieramenti (i 5 Stelle qui erano il primo partito alle politiche 2013). In una città di 600mila abitanti, in profonda crisi politica ed economica: la disoccupazione in Liguria sfiora il 10%, ma tra i giovani siamo al 34,5. Mentre sono ancora fresche le ferite degli scandali, ultimo quello che ha fatto tremare la banca Carige.

Cassimatis si presenta così: “Sono insegnante di geografia economica in un istituto tecnico commerciale e rappresentante del sindacato Gilda. Mi ero già candidata alle elezioni europee del 2014 e alle regionali del 2015”. Ma che cosa proporrà nel suo programma? “Essere sindaco del Movimento – risponde pochi minuti dopo aver appreso la notizia della vittoria – significa dare esecuzione a un programma che non è mio, ma frutto di un percorso partecipato che va avanti da un anno”. I punti chiave? “I principi fondanti stanno nell’acqua pubblica, nei servizi pubblici, in una città a misura d’uomo, senza cemento”. E per rilanciare Genova? “Il mio pensiero personale, in attesa di conoscere il programma dell’M5s, è privilegiare la piccola e media azienda piuttosto che i grandi centri commerciali. E niente grandi opere: cercheremo di fermare Terzo Valico e Gronda”.

Ma sarà dura amministrare Genova. Come dimostrano le difficoltà incontrate da tutti gli schieramenti per trovare i candidati. La poltrona di sindaco scotta: il Pd – che pure secondo i sondaggi degli stessi dem sarebbe ancora primo partito con il 32% davanti a centrodestra e M5s – non riesce a trovare un nome da mettere sulla scheda. Dopo una lunga serie di rifiuti, il favorito pare essere Gianni Crivello, una vita nel partito e negli ultimi anni assessore di Marco Doria. Nel centrodestra la scelta sembra ormai circoscritta alla giornalista Mediaset Ilaria Cavo (oggi assessore di Giovanni Toti) e al manager Marco Bucci. Le ultime due volte che si è votato in Liguria, alle regionali e alle amministrative di Savona, mentre Pd e M5s si scannavano, il centrodestra ha vinto.