Il Sessantotto Neoliberista

Effetti collaterali - Il movimento di studenti e operai si è esaurito, le grandi imprese hanno cavalcato la richiesta di libertà individuale e le spinte anti-autoritarie per imporsi in un mondo “liquido”, a spese di Stati e partiti - L’eredità del ’68

Nel Sessantotto l’atteggiamento diffidente verso ogni autorità e l’insistenza sulla libertà di espressione culturale ebbero l’effetto benefico di rendere più solari le posizioni austere e spesso puritane dei movimenti socialisti e comunisti ufficiali. Ma lo Zeitgeist di cui il Sessantotto fece parte promosse anche approcci alternativi a queste priorità. Pure i neoliberisti festeggiarono la riduzione […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Entra ne Il Fatto Social Club

In offerta per il primo mese a solo 1€

Abbonati ora
© 2009-2018 RIPRODUZIONE RISERVATA - Il Fatto Quotidiano - Ti preghiamo di usare i bottoni di condivisione, e di non condividere questo articolo via mail o postarlo su internet, il giornalismo indipendente ha un costo, che può essere sostenuto grazie alla collaborazione dei nostri lettori.