Il Comitato di presidenza del Csm ha dato mandato al procuratore generale della Cassazione, titolare dell’azione disciplinare, di occuparsi del caso del presidente del Tribunale di Bologna, Francesco Caruso, che su Facebook aveva definito la riforma costituzionale fondata su “corruzione” e “clientelismo”. Il testo era poi finito sulla Gazzetta di Reggio. Il vertice del Csm ha poi inviato l’articolo alla Prima commissione perché valuti se ci sono gli estremi per un eventuale trasferimento d’ufficio per incompatibilità funzionale. “Ci sono argomentazioni, modalità, un tasso di propaganda, che ritengo inaccettabili sia che si sostenga il Sì sia che si sostenga il No al referendum” ha commentato ieri il ministro della Giustizia Andrea Orlando. “Io non rivolgo nessuna censura, ma un invito a tutti, tanto più a un magistrato – aggiunge Orlando – a non usare argomentazioni che rischiano di pregiudicare la loro funzione e credibilità”.

Caruso aveva fatto riferimento alla Repubblica di Salò: “Nulla sarà come prima -aveva scritto riferendosi a chi deciderà di votare Sì- e voi sarete stati inesorabilmente dalla parte sbagliata, come coloro che nel ‘43 scelsero male, pur in buona fede”.