“È l’arma di Berlino”. Ma la fuga di Amri è avvolta nei misteri

Il terrorista ucciso - Presentò due volte documenti italiani in Svizzera e in Germania. La pistola è quella che ha ucciso l’autista del Tir
“È l’arma di Berlino”. Ma la fuga di Amri è avvolta nei misteri

Anis Amri, un uomo in fuga, solitario, senza meta e appoggi. A quattro giorni dalla sua morte e dalla sparatoria ingaggiata con due agenti della volante Alfa Sesto davanti alla stazione di Sesto San Giovanni, la vicenda del presunto autore della strage di Berlino del 19 dicembre sta tutta in questo stringato identikit. Troppo stringato […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Entra ne Il Fatto Social Club

In offerta per il primo mese a solo 1€

Abbonati ora
© 2009-2018 RIPRODUZIONE RISERVATA - Il Fatto Quotidiano - Ti preghiamo di usare i bottoni di condivisione, e di non condividere questo articolo via mail o postarlo su internet, il giornalismo indipendente ha un costo, che può essere sostenuto grazie alla collaborazione dei nostri lettori.