Ministro Orlando, un consigliere di Stato, Francesco Bellomo, e un pm di Rovigo, Davide Nalin (sospeso dal Csm) sono sotto accusa, a vario titolo, per un contratto ad aspiranti magistrati con clausole vessatorie e pretese sessuali. Come è potuto accadere?
Sono in corso procedimenti disciplinari e inchieste penali. È assolutamente mio dovere non esprimermi per non interferire in queste azioni. Posso dire, però, che questo caso rinvia a tutta una serie di altre questioni.

A partire da cosa?
C’è un problema di controllo di queste scuole private ed è per questo che ho appena istituito una commissione ministeriale presieduta da un ex magistrato, Pietro Sirena. In collaborazione con il Csm e il ministero dell’Istruzione ci sarà un monitoraggio per verificare se la formazione degli studenti avvenga secondo i canoni dettati dalla Costituzione. Dobbiamo capire come agiscono queste scuole, se in alcuni casi arrivino a decidere “la vita e la morte” degli aspiranti magistrati. Questa vicenda ci dice che possono avere una capacità che rasenta il plagio. Allora mi chiedo, ed è il motivo dell’istituzione della Commissione, questo è un caso isolato o no? Senza voler fare alcuna criminalizzazione, naturalmente. Queste scuole devono avere una verifica come le scuole private dell’obbligo per cui c’è un processo di accreditamento. I magistrati sono custodi della Costituzione, non ci possono essere scuole che hanno come appeal quello di insegnare a superare il concorso a prescindere dalle modalità.

Tra Procure e Tribunali ci sono magistrati che hanno accettato quel contratto di sottomissione e magari hanno pagato in nero. Come intende muoversi?
Credo che la Commissione possa fare un lavoro utile per accertare eventuali distorsioni. Non azzarderei ipotesi, solo dopo una ricognizione seria potremo dire che cosa andrà fatto.

Manca anche una normativa che garantisca la trasparenza societaria…
Verificheremo. La Commissione, inoltre, può dare delle indicazioni al legislatore anche sulla normativa che manca.

Che tempi ci sono?
Fino a febbraio 2018, salvo la necessità di una proroga.

Una cosa che salta all’occhio sono i tempi diversi del disciplinare per Nalin, magistrato ordinario e quello per Bellomo, magistrato amministrativo. Su Bellomo si deciderà a gennaio mentre l’esposto del padre di una delle studentesse è di un anno fa…
C’è un problema di disallineamento dei procedimenti disciplinari. Per i magistrati ordinari c’è un percorso abbastanza chiaro e trasparente mentre non è così per la magistratura amministrativa. Nel 2014 avevo avanzato un’ipotesi di riforma al Consiglio dei ministri ma si arenò.

Cosa aveva proposto?
Il disciplinare degli amministrativi non è efficace nel momento in cui si mette in moto. È molto farraginoso, a me sembrava una cosa di buon senso usare lo stesso metro dei magistrati ordinari. In questo caso doveva avere il potere di procedere il presidente del Consiglio, il presidente del Consiglio di Stato e il procuratore generale della Corte dei Conti. Anche se dobbiamo dare atto che in questa vicenda l’autogoverno della magistratura amministrativa ha reagito,

Poi cosa è successo?
Mi si disse che, essendo il ministro della Giustizia, non ero competente (la giustizia amministrativa dipende da Palazzo Chigi, ndr) e non se ne fece più nulla per motivi che ignoro.

I magistrati ordinari non possono essere docenti o responsabili di scuole come quella di Bellomo e non possono rivestire incarichi anche ben remunerati, a differenza dei consiglieri di Stato. È normale?
No. Quando parlo di stesso metro, mi riferisco anche al riallineamento delle incompatibilità degli incarichi.

Per l’Anm c’è anche un problema di accesso al concorso, le scuole universitarie obbligatorie non funzionano.
Il legislatore ha voluto un percorso tutto pubblico in modo da garantire la cultura giuridica e democratica, ma è vero che non hanno una capacità formativa all’altezza, altrimenti queste scuole private non avrebbero così successo. Dunque, c’è il tema dell’utilità di queste scuole universitarie così come sono, ma abbiamo un po’ rotto il monopolio permettendo stage alternativi presso gli uffici giudiziari.

Anche sul concorso piovono critiche. Cosa ne pensa?

Va rivisto. È giustamente molto selettivo ma è improntato a una dimensione mnemonica e specialistica. Deve guardare alla cultura giurisdizionale a 360 gradi e questa vicenda, se la utilizziamo come sintomo, ne è la dimostrazione.