Euro-mazzette

Moretti, Giorgi: “Era Panzeri a pilotare le sue domande”

L’ASSISTENTE PARLAMENTARE AI PM - L'intervento dell’eurodeputata Pd sul Qatar era orchestrato dalla “cricca”

Di Martina Castigliani, Giuseppe Pipitone e Gianni Rosini
20 Dicembre 2022

Mancano pochi minuti all’inizio della seduta della commissione Diritti umani al Parlamento Ue. È il 14 novembre 2022 e a essere audito è il ministro del Lavoro di Doha, Ali Bin Samikh Al Marri. Deve rispondere alle domande sui diritti dei lavoratori in Qatar.

Francesco Giorgi, l’assistente parlamentare arrestato nell’inchiesta sulle euromazzette, è in aula. Parlotta sottovoce al telefono con Antonio Panzeri. Quello che per gli investigatori è il protagonista dell’indagine di Bruxelles sembra agitato: “Dà gli ordini e detta la strategia”. Giorgi, invece, sussurra: chiede se Marc, cioè l’eurodeputato Tarabella, deve parlare. Sì, risponde Panzeri. Che rilancia: “La tipa è arrivata?”. “Sì, la Moretti arriva”, dice Giorgi. Per gli investigatori, infatti, la “squadra” accusata di lavorare per influenzare le decisioni Ue sul Qatar ha contatti anche con l’eurodeputata Pd. La Procura federale del Belgio, però, non è in grado, “allo stadio attuale”, di “determinare se Moretti sia o no cosciente delle intenzioni reali del gruppo”.

Secondo quello che ha raccontato Giorgi agli investigatori, Panzeri “aveva pensato di proporre delle domande a Moretti”, che avrebbe poi dovuto farle in aula. Una strategia nata il 10 ottobre, quando l’ex eurodeputato Pd aveva incontrato il ministro del Qatar in una suite dell’hotel Steinberger Wiltchers di Bruxelles. L’obiettivo? “Prepararlo all’audizione” e “consigliargli come reagire”, ha raccontato Giorgi agli investigatori. Non solo. L’11 novembre, l’assistente parlamentare va a casa di Panzeri, che gli detta il discorso. “Metteva in rilievo il fatto che in precedenza il ministro era stato alla guida della commissione dei diritti dell’uomo e aveva criticato il suo governo”. Sono esattamente le parole usate da Al-Marri in aula: “Prima di diventare ministro – dice – ho lavorato per 18 anni nel campo dei diritti umani. Io stesso ho avanzato molte critiche verso il governo”.

Non bastava preparare il discorso, però. Occorreva anche che le domande degli eurodeputati non fossero eccessivamente insidiose e portassero “il ministro su un cammino conosciuto”, aggiunge ancora Giorgi al giudice Claise. Ad esempio, c’era da rispondere “alle domande potenziali sul tema dei diritti Lgbtq”. “Panzeri mi ha dettato la risposta” che avrebbe dovuto dare il ministro, dice Giorgi. A fare quella domanda è proprio Moretti, che durante l’audizione chiede conto della frase di un ambasciatore qatariota contro gli omosessuali. Ma prima fa una premessa: “Chiedo venga applicato lo stesso metro di giudizio per tutti. Prima si citava il caso della Russia, dove è stato organizzato il precedente Mondiale”. E addirittura fa un paragone tra le morti sul lavoro in Italia e quelle in Qatar: “Sono 790 i morti italiani sul lavoro dall’inizio dell’anno. Credo che dovremmo incoraggiare il Qatar, essere duri quando chiediamo il rispetto dei diritti dei lavoratori, ma dobbiamo difenderlo perché sta facendo progressi”. Interpellata dal Fatto, Moretti nega di aver ricevuto suggerimenti da parte di Panzeri sulle domande da fare e assicura di non averlo sentito per quell’audizione. Secondo Giorgi l’eurodeputata è tra i destinatari di alcuni biglietti omaggio per il Mondiale arrivati dal Qatar: regalo che, però, ha rifiutato.

In quella chiamata durante l’audizione, Panzeri stabilisce anche la frase che deve dire “Marc”: “Non ho visto questo interesse quattro anni fa, quando la Coppa del mondo era in Russia”. Tarabella non era iscritto a parlare, ma interviene in extremis: “Nel 2014 la Russia aveva già invaso il Donbass, ma non si è parlato così tanto dei Mondiali”. Panzeri chiede, gli eurodeputati eseguono. E l’uomo, che per l’accusa è stato corrotto dal Qatar, è contento. La sera chiama la presidente di quella commissione, Maria Arena: si complimenta per l’audizione e dice che pure il ministro Al Marri era soddisfatto. Una settimana dopo a Strasburgo, però, la risoluzione contro il Qatar passa. E questo nonostante l’intervento di Eva Kaili: “L’Organizzazione internazionale del lavoro ha detto che il Qatar è pioniere sui diritti dei lavoratori – dice l’ex vicepresidente dell’Europarlamento – Alcuni qui chiedono di discriminarli, li bullizzano e li criticano, ma lì hanno imprese che guadagnano milioni e comprano il loro gas. Possiamo promuovere valori, non dare lezioni morali”.

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