Il Fatto di domani. Nuovo decreto, la Befana porta il carbone a Draghi: “Misure insufficienti e tardive”. L’ombra del Covid sul voto per il Quirinale

Di FqExtra
6 Gennaio 2022

TUTTI CONTRO SUPERMARIO: “MISURE INSUFFICIENTI E TARDIVE”. Il day after del decreto anti-Covid varato dal Consiglio dei ministri ieri è un tiro al piccione nei confronti delle norme, confuse e pasticciate, che rischiano di far precipitare ancor più la situazione. A confondere ancora le acque è la mancanza di un testo (ieri è circolata solo una bozza che pare però superata) dal quale si possa evincere quando effettivamente entreranno in vigore i vari obblighi e se sono previste o meno sanzioni (si parlava di multa di 100 euro per gli over 50 non vaccinati, ma da quando?). Anche perché questa volta non c’è stata conferenza stampa e nessun ministro ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti. Sul Fatto di domani cercheremo di capire cosa contiene il nuovo decreto e vedremo anche le conseguenze sull’esecutivo Draghi di norme che sono la rappresentazione plastica dell’esplosione di quella maggioranza che SuperMario non controlla più. Intanto la critica più dura è arrivata dalla fondazione Gimbe, secondo cui “le nuove misure sono il frutto di compromessi politici, piuttosto che di una coraggiosa strategia di contrasto alla pandemia”, regole, secondo la Fondazione, “insufficienti e tardive”.

NUOVE NORME, SCUOLE E OSPEDALI IN CRISI. Anche oggi i numeri dei contagi sono impietosi: quasi 220 mila casi e 198 morti. Mentre gli esperti lanciano l’allarme sulla carenza di tamponi, dopo il boom durante le feste, la Fondazione Gimbe punta il dito sulla situazione degli ospedali, sempre più allarmante: la “sanità territoriale va in tilt” e “sale anche la pressione sugli ospedali”, con un +28% di ricoveri con sintomi (da 10.089 a 12.912) e +21,6% in terapia intensiva in una settimana. Tanto che l’Ordine dei medici di Napoli ha parlato chiaro: “Né all’indomani del primo lockdown – spiega in una nota- né nella 2/a e 3/a ondata, la situazione è stata tanto grave, ora rischiamo di perderne il controllo. Ciò che si decide oggi avrà effetto fra 10-15 giorni. Se vogliamo evitare il peggio si intervenga subito, non metteteci in condizione di dover applicare il codice nero”, ha concluso riferendosi al percorso per cui i medici sono costretti a decidere chi curare e chi no. Altro settore in crisi è la scuola. Centinaia di presidi hanno firmato un appello al governo per la ripresa delle lezioni a distanza almeno per due settimane, rispetto alla riapertura delle scuole prevista per il 10 gennaio. I presidi parlano di “situazione ingestibile” per l’aumento dei contagi tra i giovani per la variante Omicron e “l’escalation di assenze” tra il personale della scuola (spesso non in regola con le vaccinazioni). Un caos che le nuove regole non fanno che alimentare: “E’ passato il principio per cui gli alunni di medie e superiori non vaccinati resteranno a casa da un certo numero di contagi in su. Non è una misura che mi piace, si poteva introdurre con gradualità”, afferma il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. Mentre i docenti parlano di “norme deliranti”. Sul giornale di domani approfondiremo le situazioni critiche tra scuole e ospedali.

SMART WORKING, IL PASTICCIO DI BRUNETTA. Mentre gran parte dei politici criticano le rigidità del ministro Brunetta in tema di Smart Working, ora che i numeri dei contagi sono alle stelle, la segretaria generale dell’Associazione sindacale dei professionisti della Pubblica amministrazione, Tiziana Cignarelli, parla di una “circolare contraddittoria e burocratica”. Sul giornale di domani vedremo di che si tratta, analizzando un testo che presenta più di una contraddizione. Ma andremo anche a vedere che le passate esperienze di lavoro a distanza hanno restituito un quadro positivo di efficienza e produttività.

L’OMBRA DEL COVID SUL VOTO PER IL QUIRINALE. “Il voto in sicurezza è un’esigenza primaria per evitare che proprio nel cuore delle istituzioni possano venirsi a creare ulteriori focolai, finendo così con innalzare in modo surrettizio i quorum previsti dalla nostra Costituzione, ponendo dubbi sulla regolarità del voto”. Lo scrivono Debora Serracchiani e Simona Malpezzi, capigruppo del Pd alla Camera ed al Senato, in una lettera inviata ai presidenti delle due assemblee, Roberto Fico e Elisabetta Casellati, in vista dell’elezione del Presidente della Repubblica. E l’ombra del Covid aleggia tra gli oltre mille grandi elettori, chiamati dal 24 gennaio a votare per scegliere l’inquilino del Colle. Oggi oltre una trentina, tra Camera e Senato, sono a casa per il coronavirus, con il peggioramento della situazione, tra positivi e parlamentari in quarantena, rischia di diventare un problema serio. Sul Fatto di domani vedremo come stanno le cose e quali sono i rischia, anche con l’aiuto del giurista Gaetano Azzariti. Sempre in tema vedremo anche a che punto è la campagna di Berlusconi per garantirsi i voti per il Colle. Qui la nostra petizione per sbarrargli la strada che ha superato le 210 mila firme.


LE ALTRE NOTIZIE CHE TROVERETE

La Germania processa il nazismo. Inizia il processo per l’omicidio di Walter Lubcke, il primo deputato ad essere ucciso dai neonazisti dopo la fine del conflitto mondiale. Condannato l’esecutore materiale, il processo è a Elmar J. ovvero a chi fornì la pistola per uccidere Lubcke, che è anche più importante, perché riguarda la rete estremista dietro l’esecuzione.

Un flop annunciato. Strada in salita per la Netflix della cultura voluta da Franceschini.

Scritti vegetariani. Antonio Armano ci racconta le favole vegane di Singer.

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