Tsitsipas, le parole di un campione dopo aver appena perso

“La vita non è solo vincere o perdere. Alzare trofei e celebrare successi è importante, ma non è tutto.

Cinque minuti prima di scendere in campo per la finale, la mia amata nonna ha perso la sua battaglia con la vita. Era una donna saggia, la cui fede nella vita e la cui volontà di dare e offrire non può essere paragonata a nessun altro essere umano che io abbia mai incontrato. È importante che ci siano più persone come lei in questo mondo. Poiché persone come lei vi fanno vivere. E vi fanno sognare.

Vorrei dire che indipendentemente dal giorno, dalla circostanza o dalla situazione, questo è interamente dedicato a lei, e solo a lei. Grazie per aver cresciuto mio padre. Senza di lui tutto questo non sarebbe stato possibile“.

Stefanos Tsitsipas ha giocato ieri la finale del Roland Garros dopo aver saputo che la sua nonna paterna era appena deceduta. Al termine del match, perso in cinque set, ha scritto queste parole.

Uno dei tennisti più intelligenti, belli e preziosi che questo splendido sport abbia mai avuto.

Il far west su AstraZeneca, e meno male che erano i Migliori

Hanno fatto un disastro totale con AstraZeneca, sin da quando a metà marzo lo interruppero per tre giorni (generando il panico) per poi dire (Figliuolo) che “andava fatto a tutti, anche al primo che passava, pur di non buttarne via mezza dose”.

Poi hanno cambiato mille volte regole, raccomandazioni e limite di età. Poi hanno detto che Astrazeneca era meglio dei vaccini mRna, poi che era peggio. Poi che era per i più giovani, anzi no. Poi che era per gli under 60, anzi per gli over 60.

Poi che le donne rischiavano, soprattutto se stavano prendendo la pillola. Poi no, “State tranquilli, è il più sicuro di tutti”.

Poi hanno detto che gli under 60 non lo possono fare a meno che i vaccinandi non se ne assumano i rischi. Poi hanno detto che la seconda dose è meglio farla con Pfizer o Moderna, che addirittura mischiare i vaccini genera un effetto migliore. Ma un secondo dopo hanno detto che non è detto che sia così.

Si naviga spaventosamente a vista, cambiando idea 760 volte al giorno, con dietrofront e giravolte imbarazzanti di virologi, politici, giornalisti. Tutti. E nel frattempo chi ha fatto Astrazeneca (fidandosi di loro) si sta cagando addosso dalla paura.

Un disastro su tutta la linea. E menomale che Draghi e Figliuolo erano stati chiamati per dare un’accelerata e migliorare la campagna vaccinale.

Se Conte e Arcuri avessero fatto un centesimo di questa schifezza a cielo aperto, sarebbero stati sgozzati in diretta televisiva. Invece, adesso, tutto o quasi tace.

Vergognatevi.

Bassetti e gli attacchi violenti dei no vax

Leggo che Matteo Bassetti è sotto scorta per via degli attacchi dei no vax. A Bassetti hanno dovuto dare la “protezione attiva” per colpa di questa mandria di decerebrati violenti e ignoranti.

Questo paese sta inesorabilmente impazzendo.

Un conto è esigere informazioni chiare sui vaccini, un altro è dare la stura alla rumenta mononeuronale.

Un abbraccio e tutta la mia solidarietà a Bassetti, a cui va la mia stima e pure la mia riconoscenza (lui sa perché).

Dare la colpa a Speranza, una disonestà intellettuale

Leggo da più parti il seguente commento: “È colpa di Speranza, c’era in entrambi i governi!”. Di solito questa frase arriva dai fans di Draghi & Figliuolo.

È ovvio che Speranza ha commesso errori, ma il punto è un altro. Con Conte al governo, si massacravano Speranza e al tempo stesso anche Conte e Arcuri. Adesso, magicamente, no: è colpa solo di Speranza, mentre Draghi è santo e Figliuolo (che sta completamente sbagliando comunicazione da marzo) è infallibile.

Disonestà intellettuale pura.

Chi lega un cane non merita nulla

Una bella notizia. La leggo su Fanpage.

In Campania sarà vietato legare gli animali a una catena. Oltre a essere una prassi abietta già vietata dalla Legge Regionale 3/2019 sul benessere degli animali, ora scatterà anche la sanzione amministrativa: multe salate che vanno dai 300 ai 2mila euro.

Sempre poco, fosse per me gli toglierei la casa, ma è già qualcosa.

Le associazioni per la difesa dei diritti degli animali esultano. Il leader dei Verdi Borrelli parla di “legge di civiltà”. Tutto vero. Ma siamo solo all’inizio: gli animali sono esseri viventi preziosi. Chi lega un cane a una catena è una persona che non merita niente.

Una storia splendida

Lei è Valentina Miozzo, 38 anni, guida ambientale all’estero. Libera professionista.

Ha preso una decisione radicale: lasciare tutto e trasferirsi al Polo Nord.

Valentina ha accettato la proposta di Skua Nature di gestire una guest house a Kongsfiord, tra i ghiacci della Norvegia, oltre il Circolo Polare Artico. Una decisione presa a prescindere dalla pandemia, come lei stessa ha tenuto a specificare quando la sua storia (anche per “colpa” mia) è diventata di dominio pubblico.

Il paesino ha 28 abitanti, per mesi la luce del Sole non c’è e in mezzo ai ghiacci tutto ciò che incontri sono foche, volpi ed ermellini.

Il coraggio, l’utopia e la “meravigliosa incoscienza” di mettersi sempre in gioco: Valentina è una di quelle donne straordinarie che, da sole, ti fanno tornare la speranza nel genere umano.

La processione social del criminale in permesso

Pasquale Cristiano, detto ‘Pitistec’, camorrista, ritenuto elemento di vertice del gruppo criminale delle palazzine della 167, ‘costola’ del clan Amato-Pagano.

Mentre è agli arresti domiciliari, hanno la geniale idea di autorizzare la sua partecipazione alla comunione del figlio. Lui, però, ovviamente non si limita a questo.

A bordo di una Ferrari decappotabile, noleggiata per l’occasione, il fine intellettuale organizza una bella processione per il centro di Arzano, accompagnato da altri macchinoni e pure da persone a piedi, compresi chiaramente altri pregiudicati.

La bravata finisce sui social. La circolazione del paese viene bloccata. E Pitistec torna in carcere. Dove, ovviamente, doveva restare.

Dare questi permessi a gente simile è un insulto alla legge. Alla decenza. E soprattutto ai familiari delle vittime.

Non ci siamo per niente.

Patrick, i suoi 30 anni in cella e il silenzio del mondo

Oggi Patrick Zaki compie 30 anni. Li “festeggia” nel carcere di Tora, uno dei più crudeli al mondo.

È stato arrestato il 7 febbraio dell’anno scorso. Due settimane fa è arrivata la notizia dell’ennesimo prolungamento della sua detenzione per altri 45 giorni.

“La sua colpa? Avere difeso i diritti umani”. Amnesty International non smette di ripeterlo. Ma la sua voce non fa breccia sul muro di gomma.

Una vergogna indicibile. Il governo italiano deve fare di tutto, di tutto, per salvargli la vita.

L’affondo di Roger contro “uno degli idioti più potenti del mondo”

Qualche pazzo ha chiesto a Sua Maestà Roger Waters di usare Another Brick In The Wall Part II per per una pubblicità legata a Facebook o a Instagram. Follia pura. Evidentemente non sapevano niente di Lui.

Waters non solo ha risposto no, rinunciando a vagonate di soldi, ma è stato anche durissimo nei confronti di Zuckerberg. “Mi è arrivata questa mattina questa richiesta, a fronte di una enorme somma di denaro. La risposta è ‘fottetevi’, assolutamente no. Non voglio essere assolutamente parte di un movimento insidioso che sta conquistando tutto. Non ho alcuna intenzione di contribuire a rendere Facebook e Instagram ancora più potenti di quel che sono, così che possano continuare a censurarci e a non rendere pubblica questa storia su Julian Assange”.

Poi l’affondo finale su Zuckerberg: “Com’è possibile che questo stronzetto che ha cominciato con ‘è carina, diamole un quattro su cinque, è brutta diamole un due su cinque’, come abbiamo potuto dargli questo potere? Eppure eccolo qua, è uno degli idioti più potenti al mondo”.

Sia benedetto il talento, e il carattere spigoloso e senza mediazioni, di questo genio purissimo. Lode nei secoli: magari avessero tutti il suo rigore, la sua indignazione, la sua nettezza morale.

Uno dei più grandi geni del Novecento. L’ho sempre pensato e sempre lo penserò. Incontrarlo e intervistarlo resterà un onore raro. Che emozione!

Mottarone, quelle immagini non andavano mostrate

Magari sbaglio io, ma trovo che la pubblicazione del video dello schianto della funivia del Mottarone si poteva e si doveva evitare.

Sono immagini di primaria importanza per gli inquirenti. Ma sono anche immagini terrificanti per i parenti delle vittime. E non solo per loro.

Cosa aggiungono queste immagini strazianti? Molto in termini giudiziari (e infatti gli inquirenti dovevano averle e le hanno avute). Nulla in termini di informazione.

Mi pare che la scelta di pubblicarle e trasmetterle, per quanto lecita, sia un atto morboso e irrispettoso. Opinione personale, che metto sul tavolo anche solo come spunto per il dibattito.

Si poteva e si doveva evitare: la vicenda era già ampiamente tragica, e sommamente devastante, anche senza mostrare gli ultimi istanti delle vittime.

Quando impareremo ad andare oltre questo insano gusto per la morbosità più spinta?

Sono un orfano di Gramsci

Spesso leggo commenti indispettiti tipo: “Ma tu da che parte stai, Scanzi?”. Dalla mia, e solo dalla mia. È questa l’unica risposta. Sto solo dalla mia parte, e a volte litigo pure con me stesso.

Non potrei mai fare politica non solo perché mi annoierei mortalmente a farla, ma anche perché non riuscirei mai a stare dentro un recinto delimitato. Non appena mi dai una regola, ti mando a quel paese. Sono fatto così. E in Parlamento sfiorirei, come del resto è capitato a quasi tutti. Neanche morto. Sono altro e faccio altro.

Chi mi fa una domanda del genere da una parte mi fa un complimento, perché sottintende (senza saperlo) il mio equilibrio nell’analisi. E dall’altra dimostra di non capire nulla di me, perché me lo chiede “risentito”: è esattamente il lettore che fraintende l’intellettuale (o giornalista, o artista, etc) per megafono o tifosi. Il lettore che ti stima solo quando la pensi come lui. Il lettore ultrà che io non voglio.

Se però avete proprio voglia di risposte didascaliche, vi accontento volentieri. Sono un orfano di Gramsci, Gobetti, Parri, i fratelli Rosselli, Calamandrei, Pertini e Berlinguer.

Se poi volete nomi di oggi, diciamo che – come milioni di italiani – allo stato attuale somiglio a un cocktail politico con 4/10 di Bersani, 3/10 di Conte, 2/10 di Fratoianni e 1/10 di Peppe Provenzano. Shakerate, mescolate e bevete ad ampie sorsate. Magari aggiungendo un po’ di bourbon.

Augh.

Mottarone/2: ecco perché quelle immagini non andavano mostrate

Tre ore fa ho scritto che avere trasmesso le immagini strazianti della caduta della funivia Stresa-Alpino-Mottarone era stato un errore. Nonché un atto profondamente irrispettoso nei confronti di dei familiari delle vittime.

Più o meno in contemporanea usciva questo comunicato stampa del Tribunale di Verbania.

Diciamo che non avevo torto.

Poi non stupiamoci se la categoria giornalistica è una delle più detestate e “sputtanate” d’Italia (nonostante le tante eccellenze).

Un conto è informare, un altro è fare sciacallaggio. E quel video non informava.

Gli auguri di Patrick, i suoi a noi!

L’Italia vince con merito anche il secondo incontro. Una vittoria netta, rotonda, splendida.

E a me pare che la maniera migliore per celebrare questo successo sia postare gli auguri di Patrick Zaki, che dal carcere (sebbene innocente) ha trovato la voglia e il modo di scrivere oggi queste parole sulla Nazionale italiana nel giorno esatto dei suoi 30 anni.

Una persona meravigliosa.

Liberate questo povero ragazzo, cazzo!

Lo stato d’emergenza: quando c’era Conte era dittatura

Conte dichiara (giustamente) lo stato d’emergenza. Lesa maestà, dittatura sanitaria, tragedia democratica.

Draghi dichiara (forse meno giustamente) lo stato d’emergenza.

Ma adesso va tutto bene. Per stampa, tivù, maggioranza e opposizione. E anche chi finge di lamentarsi, come Salvini, in realtà è parte integrante del governo.

Disonestà intellettuale come se piovesse.

SALVIMAIO

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