Durante il primo anno dei Cinque Stelle al governo, la Casaleggio Associati ha guadagnato centinaia di migliaia di euro da contratti con aziende leader di settori da sempre contestati dal Movimento, le lobby del tabacco, delle scommesse, dei trasporti.

Nel tripudio di Napoli per il decimo compleanno dei Cinque Stelle, Davide Casaleggio ha ritagliato uno spazio per se stesso, per difendere l’azienda di famiglia che presiede dai sospetti di conflitto di interessi con l’incarico di capo dell’Associazione Rousseau, la piattaforma che gestisce finanze e politiche del Movimento: “A volte paragonano anche la mia piccola srl – ha detto il figlio di Gianroberto, il fondatore – ai grandi colossi delle concessionarie di Stato giusto per fare un titolo di un giornale. Dite loro: andate a controllare nei bilanci”. Più che controllare i bilanci, vanno controllati i rapporti professionali tra la Casaleggio Associati e Lottomatica, Philip Morris, Moby Lines del gruppo Onorato, aziende di caratura internazionale che investono in Italia o proprio concessionarie di Stato che hanno ingaggiato la “piccola srl” di Davide a ridosso delle elezioni del 4 marzo 2018, alla vigilia del voto che ha sospinto i Cinque Stelle al potere con il 32 per cento dei consensi.

L’altro sito di Davide

Lottomatica è un operatore di scommesse, per lo Stato organizza il gioco del Lotto e, due anni e mezzo fa, ha affidato ai tecnici di Casaleggio il portale di “Generazione Cultura”, un concorso che mette in palio stage retribuiti per giovani laureati in collaborazione con la Luiss, l’università di Confindustria. S’è appena conclusa la quarta edizione, la terza con il supporto della Casaleggio Associati.

Philip Morris è un gigante del tabacco, fattura 80 miliardi di dollari, e ha reclutato gli esperti di Casaleggio per una consulenza sulla comunicazione digitale in Italia, che ha coinciso con l’apertura di un canale Twitter nel novembre 2017 e che oggi conta 912 follower. Moby Lines è un frammento del patrimonio di Vincenzo Onorato, armatore napoletano, patron pure di Tirrenia e Toremar. Tra l’autunno 2017 e la primavera 2018, Onorato ha lanciato la campagna “naviga italiano” per spingere la politica a intervenire sulle norme per i marittimi comunitari e i relativi vantaggi fiscali, la diffusione su Internet l’hanno curata Davide e colleghi. I tre contratti valgono gran parte dei bilanci della Casaleggio Associati, che ha dichiarato 1,17 milioni di euro di ricavi nel 2017 e 2,04 nel 2018 con un aumento del 60 per cento, confermati i tredici dipendenti e utili di esercizio in risalita da 20.000 a 180.000 euro.

Lottomatica paga circa 110.000 euro annui per “Generazione Cultura”, il compenso di Philip Morris – secondo informazioni non smentite di più fonti qualificate – è di oltre 500.000, stessa cifra per “naviga italiano” di Moby Lines.

Sempre a Napoli, nel passaggio più delicato, Casaleggio ha affermato: “Una qualunque delle centinaia di nomine che fa il Movimento oggi al governo probabilmente prevede uno stipendio maggiore degli utili della mia società. In questi anni ho imparato a fidarmi di chi fa le cose non per soldi. Normalmente ha una motivazione più interessante”.

Quali motivazioni, commerciali o politiche, hanno indotto Lottomatica, Philip Morris, Moby Lines a richiedere i servizi di una “piccola srl” che si occupa di strategie su Internet?

Philip Morris ha aperto a Bologna la fabbrica che produce un composto di tabacco per le sigarette elettroniche che non bruciano, lo stabilimento fu inaugurato con entusiasmo dall’allora premier Matteo Renzi. Già nel giugno del 2016, l’anno che si chiuse per Renzi con il fallimento al referendum e le dimissioni da Palazzo Chigi, i lobbisti di Philip Morris hanno cercato e trovato un contatto con Luigi Di Maio.

Il regalo di Stato al fumo

A ogni legge di Bilancio, per incastrare incassi e uscite, il governo studia tasse sulle sigarette. Quelle tradizionali patiscono ormai rincari frequenti e di centesimi, quelle elettroniche – su cui le multinazionali hanno orientato i nuovi consumi – oscillano tra stangata e tutela. Il governo Gentiloni impose gabelle severe ai liquidi con o senza nicotina e limitò la vendita su Internet.

Il 27 novembre 2017, il Blog delle Stelle, voce ufficiale del Movimento, ospitò un articolo di Laura Castelli e Alessio Villarosa, adesso viceministro e sottosegretario all’Economia, in cui si denunciava un danno “alle nostre aziende” e un “regalo ai big del tabacco” per le tasse sulle sigarette elettroniche, come se i “big del tabacco” fossero fuggiti dal mercato. In perfetta sintonia con gli alleati leghisti, nel dicembre 2018 con il decreto Fiscale, il governo Conte I ha quasi eliminato le tasse sui liquidi con o senza nicotina e ridotto dal 50 al 25 per cento la misura per il calcolo delle accise per le sigarette senza combustione. Una norma con un costo per l’Erario di 70 milioni di euro all’anno.

Il Fatto ha chiesto spiegazioni sull’accordo con la Casaleggio Associati e l’ingente compenso pattuito, ma Philip Morris Italia ha risposto che non intende commentare.

Lottomatica teme l’ostilità sulle scommesse e non ha tratto benefici dall’ascesa al potere dei Cinque Stelle. Il decreto Dignità, per esempio, seppur un po’ pasticciato da chi l’ha scritto e arenato dalle prescrizioni dell’Autorità di garanzia, ha vietato la pubblicità del gioco sui media. Sulla Casaleggio Associati, invece, Lottomatica fa sapere: “Come fornitore del progetto Generazione Cultura ci siamo rivolti alla Casaleggio Associati poiché quest’ultima ha implementato una piattaforma digitale che ha garantito (e garantisce) la gestione di tutti gli aspetti operativi del progetto. I costi risultano del tutto in linea con i valori di mercato”.

Al fianco dell’armatore

Vincenzo Onorato pretende da tempo l’applicazione di una vecchia legge del ’98, che attribuisce agli armatori privilegi fiscali se assumono personale di nazionalità italiana o europea, imputa ai rivali come i Grimaldi – che battono anche rotte internazionali – una concorrenza sleale perché “sfruttano” marittimi non comunitari, poco qualificati e poco onerosi. Il patron di Moby Lines e Tirrenia, i cui destini dipendono pure dal rinnovo della convenzione pubblica da 72 milioni di euro per i collegamenti con le isole (soprattutto la Sardegna) in scadenza nel luglio 2020, è in perenne contrasto con la Confederazione di categoria e, nella primavera del 2018, ha invaso giornali e social con i ritratti di soli addetti italiani sulle navi del gruppo. Non ha funzionato. Accusato di discriminazione, Onorato è stato costretto a giustificarsi. In quel momento di massimo impegno per la Casaleggio Associati nell’operazione di Onorato, a pochi giorni dalle urne, il 12 febbraio 2018, Beppe Grillo e Luigi Di Maio hanno tenuto un comizio a Torre Annunziata, in provincia di Napoli, sul palco dell’associazione marittimi per il futuro, strettamente legata alle battaglie di Onorato.

Una volta era Leopolda

Il blog di Grillo, che ha il logo di Moby in prima pagina, l’8 maggio 2018 ha informato i lettori del pericolo dei disoccupati marittimi e ribadito il convinto appoggio a Onorato. Qualche mese più tardi, in giugno, è entrata in vigore la legge Cociancich, dal nome del senatore renziano che ha emendato gli articoli del ’98 e così aiutato la causa di Onorato, in passato anch’egli renziano e finanziatore della fondazione Open con 50.000 euro a titolo personale e 100.000 versati da Moby. Onorato non si esprime sull’importo corrisposto alla Casaleggio Associati, illustra le ragioni del sodalizio: “Da anni la nostra Compagnia si batte per l’occupazione dei marittimi italiani-comunitari e contro le vergognose speculazioni salariali tra comunitari ed extracomunitari, sulle navi di bandiera italiana. Al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi, ci avvaliamo delle migliori consulenze esterne al gruppo, per la diffusione di questa denuncia”. E tra le migliori c’è la “piccola srl” di Davide.

I NOSTRI QUESITI – LA REPLICA UFFICIALE DELLA SOCIETA’

1. Casaleggio ha informato Di Maio, in qualità di capo politico del Movimento, o altri esponenti dei 5S, di questi contratti che con società oggetto dell’azione del governo?
2. I contratti con Philip Morris e il gruppo Onorato sono molto importanti e prestigiosi, perché la Casaleggio non l’ha comunicato all’esterno?
3. Come è avvenuto il contatto tra la Casaleggio e queste aziende? La Casaleggio ha vinto una competizione trasparente con altre società concorrenti?
“In questi ultimi mesi alcuni giornalisti a scadenze regolari ci inviano richieste di informazioni su possibili nostri clienti. Da gennaio ad oggi siamo arrivati a un elenco di decine di aziende diverse. Ogni volta abbiamo risposto che, anche se fossero nostri clienti, non rilasciamo informazioni sulle aziende con le quali abbiamo un rapporto professionale. Se tutte le società di cui ci chiedono conto fossero veramente nostre clienti, peraltro alle cifre che spesso vengono fantasiosamente citate, avremmo utili milionari. La notizia è un’altra: pur non lamentandoci affatto di come sta andando la nostra azienda, in realtà ad oggi non abbiamo ancora superato gli utili che facevamo prima della nascita del MoVimento 5 Stelle. Come ogni studio di consulenza direzionale, inoltre, tuteliamo i progetti che seguiamo e facciamo in modo che siano i clienti a poter parlare dei loro successi nel momento che ritengono più opportuno. Infine, no: non ci relazioniamo con il governo o forze politiche per svolgere il nostro lavoro, né per acquisire clienti. Consigliamo le aziende per cui lavoriamo su come utilizzare al meglio la tecnologia dal 2004 e già da allora eravamo tra i primi in Italia posizionati sul mercato come società di consulenza strategica per la Rete. Anche il Fatto Quotidiano si rivolse alla Casaleggio Associati per avviare la sua presenza online alla sua nascita”.

Articolo Precedente

È morto Paolo Bonaiuti, per 18 anni l’ombra di B.

prev
Articolo Successivo

Asili nido gratis. L’equità è lontana, ma il problema non sono i disoccupati

next