“Ti ricordi che eri sola e nessuno ti aiutava? Ti ricordi cosa hai detto? I ricordi dobbiamo metterli a posto, sennò facciamo confusione!”. I piedi e le mani della bambina, di pochi anni, vengono attaccati alla “macchinetta dei ricordi”. Gli elettrodi sparano l’impulso. La bimba finalmente “ricorda”. Racconta di turpi abusi, oscene violenze sessuali e […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

Gli dèi mercati e il tallone d’Achille dell’uomo moderno

prev
Articolo Successivo

Il ritorno dello psicologo Claudio Foti, l’uomo della “macchinetta dei ricordi”

next