Ci sono nuovi elementi che confermano l’incontro tra Tiziano Renzi e Alfredo Romeo, avvenuto il 16 luglio del 2015. È un appuntamento – per i pm romani “presunto” – che sia Carlo Russo, amico del padre dell’ex premier, che Tiziano sembrano commentare positivamente nei messaggi scambiati quello stesso giorno. Sono le novità che emergono in una nuova informativa che riguarda il contenuto del cellulare di Russo. Ossia le chat con Tiziano Renzi che un’azienda tedesca è riuscita a estrapolare dopo che Russo si è rifiutato di fornire il proprio codice di accesso quando il telefono gli era stata sequestrato a marzo del 2017.

Le nuove circostanze emerse però non cambiano le sorti di Tiziano Renzi indagato per traffico di influenze nell’ambito dell’inchiesta Consip. I pm restano convinti della richiesta di archiviazione: Russo (ora accusato di millantato credito), quando prendeva accordi con Romeo al quale assicurava un’influenza sui vertici della Consip in cambio di promesse di denaro, lo faceva all’insaputa di Tiziano.

Renzi-Romeo-Russo in centro a Firenze

Nell’informativa si parla quindi del “presunto” incontro Renzi-Romeo-Russo. “Dalle ore 15 circa del 16 luglio 2015 – scrivono i carabinieri – le utenze dei tre soggetti hanno ponti ripetitori che servono zone attigue, al centro di Firenze (…) compatibili con un loro eventuale incontro”.

Quel giorno Tiziano alle 15.24 scrive a Russo su Telegram: “Ci sono”. E l’amico poco dopo, alle 15.43, risponde: “Ci siamo”. Evidentemente in quel momento Russo si trovava già con Romeo. Qualche ora dopo, alle 18.22, Renzi e Russo tornano a scriversi e sembrano commentare l’incontro.

Renzi: Impressioni?

Russo: A lui positivamente… A te?

Renzi: Buone speriamo che non mi pongano ostacoli.

Russo: Speriamo.

Come emerge da altre informative, sempre il 16 luglio 2015, alle 15 e 27 Romeo telefona alla sua collaboratrice Paola Grittani per avere dettagli sulle gare di Grandi Stazioni. Poi cinque minuti dopo, al figlio che lo chiama, dice: “Sto a Firenze … finisco questo incontro e ti richiamo dai”. Incrociando gli orari delle telefonate viene fuori che quando Romeo chiama la segretaria si trovava con Russo. Ma perchè l’imprenditore campano chiede di Grandi Stazioni? Di questo si parla nell’incontro a tre?

L’iniziativa a luglio 2016: “Hai visto l’uomo colorato”

Pochi giorni dopo l’appuntamento Romeo-Russo-Renzi parte l’offensiva verso Consip di Russo. Il 24 luglio 2015 Russo chiede informazioni a Tiziano sull’“uomo colorato”, per gli investigatori l’ex Ad di Consip, Luigi Marroni. È lo stesso che ai pm racconta “che in due occasioni, settembre 2015 e primavera 2016, Tiziano Renzi lo avrebbe pregato di ricevere Russo per dargli una mano. Si sarebbe trattato di una generica raccomandazione (…). Nel corso degli incontri con lui, Russo gli avrebbe poi chiesto di intervenire in alcuni appalti Consip, a favore di una società di cui l’ex manager non è riuscito a ricordare il nome”. Russo e Renzi quindi parlano dell’“uomo colorato” in due occasioni. Il 24 luglio 2015, quando Russo scrive: “L’uomo colorato l’hai visto?” E Tiziano: “Mi deve dire se viene questo fine settimana”.

I due tornano a parlarne a settembre del 2015, quando Russo incontrerà davvero Marroni. Un appuntamento che dalle chat sembra anticipato da Tiziano. Il padre dell’ex premier, il 13 settembre 2015 infatti scrive a Russo: “Parlato con colorato. Manda sms e poi chiamalo sennò non risponde”. E Russo: “Grazie. Ci avevo già fissato per martedì pomeriggio… ho parlato con la segretaria”. Il riferimento è Rosanna Galileo, segretaria di Marroni, che viene contattata da Russo. La donna, sentita come persona informata sui fatti, ai pm ha raccontato infatti che Russo l’aveva contattata, dicendole di aver avuto il cellulare di Marroni dall’ex sottosegretario Luca Lotti. Ne è la prova una mail con oggetto “11/09: confermata con lui. Lotti ha fornito cell Ad”.

Il 15 settembre 2015 quindi Russo incontra Marroni. E quel pomeriggio informa subito Tiziano: “Incontrato. Verifica e mi dice. Se intanto tu riuscissi a far/far fare uno sforzino sarebbe cosa buona…”.

Il pizzino e gli accordi nella Romeo Gestioni

Secondo i pm, l’incontro tra Tiziano Renzi e Alfredo Romeo, ove anche avvenuto, non è rilevante perchè è troppo lontano temporalmente dalla trattativa tra Russo e Romeo. E inoltre non esiste agli atti collegamenti tra l’incontro e la vicenda della gara Consip che interessava a Romeo.

Per i pm la “trattativa” tra Russo e Romeo (per i magistrati all’insaputa di Tiziano) prende il via solo nell’agosto del 2016. E si cristallizza poi con un pizzino scritto dall’imprenditore campano il 14 settembre 2016 e ritrovato strappato nella spazzatura il giorno dopo dal Noe, in cui è riportato “30 mila euro al mese per T.”, che secondo chi indagava era Tiziano Renzi, e di “5 mila euro al bimestre per C.R.”, Carlo Russo.

Solo a fine settembre 2016 secondo quanto riportato nella nuova informativa, “Russo riferisce a Romeo di aver avanzato la proposta a Renzi”. Durante un incontro del 18 ottobre 2016, “mentre disquisisce con Romeo dell’accordo, Russo racconta di aver avuto conferma da una delle parti in causa 15 giorni prima. Russo si riferisce evidentemente a un incontro da lui effettivamente avuto con Tiziano Renzi il 29 settembre 2016”. Dice Romeo: “Da quanto abbiamo detto, lei quando ha avuto l’ok”. E Russo: “15 giorni fa”. Romeo aggiunge: “ (…) Lei ha avuto l’ok, lei ha fatto il ragionamento quadro? Le è stato accettato?”. E Russo: “Ah!”.

I magistrati: “Non cambia nulla. Archiviare”

Leggendo il contenuto di queste nuove chat, inedite, però i magistrati romani non hanno cambiato idea: “Le nuove acquisizioni non mutano le conclusioni a cui è giunto questo ufficio”, scrivono al gip Gaspare Sturzo che deve decidere sulla richiesta di archiviazione di Tiziano Renzi. E aggiungono: “Non sono stati individuati nuovi elementi da cui inferire la conoscenza e la condivisione, da parte di Tiziano Renzi, delle trattative che Russo stava conducendo con Romeo anche a suo nome”.

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Tiziano Renzi e Carlo Russo, dalle chat del 2016 l’ipotesi di intermediazione del padre dell’ex premier con l’allora tesoriere Pd Bonifazi

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