Ha dato la sua voce al movimento No Tav e alla Val di Susa. L’ha fatto in un documentario, Archiviato, sulle ingiustizie subìte da alcuni attivisti, e lo fa alla vigilia della manifestazione di domani a Torino. Elio Germano, 38 anni, attore, volto noto del piccolo e grande schermo, da anni sostiene la lotta contro la Torino-Lione: “Sarà una decina di anni, ma non ricordo esattamente”, dice al termine di una giornata di lavoro sul set.

Elio Germano, sarà alla manifestazione domani?

Purtroppo per ragioni di lavoro non potrò esserci fisicamente. Sto finendo di girare il film su Antonio Ligabue diretto da Giorgio Diritti. Rassicuro tutti che non sarò alla manifestazione di Matteo Salvini. Mi unisco a quelli che non ci saranno. L’8 dicembre è una giornata importante: dal 2010 è la giornata delle battaglie in difesa della terra che riunisce anche No Tap e No Muos. Ci saranno manifestazioni in tutte le città per queste realtà nate dal basso, senza sigle politiche alle spalle. È giusto partecipare a queste manifestazioni.

Perché?

Perché da 25 anni in Valle di Susa ci si informa e mi fa impressione ascoltare discorsi in cui si fanno passare gli attivisti No Tav come persone contrarie a tutto per ideologia e contrarie al progresso. Loro per primi si sono rivolti a tecnici qualificati per capire le questione. Quei giudizi sono qualcosa di molto violento nei loro confronti e mi fa male vedere trattare così delle persone molto umili.

Cosa le piace del movimento No Tav?

La sua meraviglia, come quella di tanti movimenti che nascono dal basso, è che le persone si vedono, si incontrano, si parlano. Uno Stato dovrebbe sostenere queste relazioni, vero senso della democrazia. Da esterno vedo che poi la vertenza in sé diventa meno importante. Le persone scoprono un nuovo modo di vivere e abitare un territorio. Quando un barbiere fu arrestato (per gli scontri dell’estate 2011, ndr), il concorrente chiudeva qualche volta per andare a tenere aperta l’attività dell’altro e non fargli perdere i clienti.

È stato spesso in Val di Susa?

Sì. Con il mio gruppo, le Bestierare, sono anche andato a suonare al Festival dell’Alta felicità a Venaus, dove non c’erano soltanto i soliti del giro tipo me, Zulu, Moni Ovadia e Ascanio Celestini. Ci sono stati anche Nino Frassica, Vinicio Capossela e artisti che sono stati a Sanremo. Lì si esibiscono gratuitamente, come al Primo maggio di Taranto. Mi sono fermato con la mia famiglia nel campeggio libero. Si crea anche qui un ambiente di persone che si aiutano l’una con l’altra. Gli artisti che girano e conoscono tante realtà riconoscono subito una realtà sincera ed emerge il vero senso di ciò che si fa, più di quanto avvenga a un concerto pagato. Fare una battaglia insieme ci fa stare insieme e ci fa vivere un mondo dimenticato.

Oltre al Festival, che idea si è fatto della Torino-Lione?

Lì c’è già una linea sottoutilizzata. Se l’interesse reale fosse far passare le merci potrebbe essere potenziata. Abbiamo già sperperato molti soldi per quanto è stato fatto finora, ad esempio per le spese militari per tutelare il cantiere che sembra una sorta di “Area 51”. Se si volesse modernizzare questo paese e metterlo in sicurezza c’è un elenco di opere da fare. In Molise quasi tutti i treni vanno a gasolio!

Nell’ultimo mese però ci sono molte persone che hanno manifestato a favore del Tav.

Mi sembra molto più ideologico chi guarda al profitto. Penso che nessuno dei compagni della Val di Susa abbia degli interessi personali, mentre ce l’hanno i sostenitori. Gli imprenditori si sono mossi perché saranno loro i primi beneficiari e riceveranno i fondi pubblici.

C’è stata anche una piazza di cittadini, quella del 10 novembre.

Lo stesso giorno a Roma c’è stata una grande manifestazione delle donne contro il ddl Pillon e non se ne è quasi parlato. Questo dimostra la scarsa sincerità di questa operazione. Bisogna pompare la manifestazione dei Sì Tav a Torino.

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