C’è un aspetto dell’interrogatorio di Luca Parnasi di due giorni fa davanti ai pm di Roma, rimasto finora inedito. E riguarda i contatti avuti in passato con l’assessore allo Sport del Campidoglio, Daniele Frongia. Su questo l’imprenditore è stato chiaro: mai ha ricevuto pressioni o richieste di favori da parte dell’assessore. Così durante l’interrogatorio ha chiarito una vicenda che risale a qualche tempo prima del suo arresto di giugno (poi revocato).

Ha raccontato di esser stato lui a chiedere a Frongia se conosceva qualcuno da inserire come responsabile delle relazioni istituzionali della Ampersand. L’assessore gli avrebbe parlato di una donna di 30 anni, una collaboratrice del Campidoglio. Ma ogni intenzione di una futura assunzione è svanita quando scattano le manette: l’imprenditore era finito in carcere (misura ora revocata) con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata a commettere reati contro la pubblica amministrazione. La vicenda della collaboratrice proposta da Frongia non ha nessun rilievo penale: l’imprenditore infatti ha ribadito che la richiesta veniva da lui, e non viceversa.

Tuttavia per gli investigatori era importante precisare la circostanza per capire il modus operandi di Parnasi e le sue relazioni con la politica.

Parnasi viene intercettato più volte mentre parla della Ampersand. Anche l’11 marzo 2018, annotano i carabinieri, “dice che con Ampersand ha strizzato l’occhio ai 5stelle, facendo progetti…”.

Tramite questa società, pensava anche di dare una consulenza a Luca Lanzalone. Si tratta dell’avvocato che fu scelto da Virginia Raggi per seguire le vicende dello Stadio, ora indagato per corruzione: per i pm – che lo ritengono consulente di fatto del Campidoglio e quindi pubblico ufficiale – avrebbe messo a disposizione la propria funzione pubblica ricevendo in cambio consulenze (anche solo promesse) da parte di Parnasi al suo studio legale. In un’informativa del 20 giugno 2018, i carabinieri annotano una conversazione del 4 maggio 2018. Parnasi parlando con due collaboratori “(…) propone (…) di dissimulare un’operazione commerciale (fare un fatturone) tra le due società a lui riconducibili, ovvero Eurnova che sta facendo un grosso incasso e Ampersand, che deve dimostrare di avere liquidità. In tale contesto, afferma di voler affidare l’incarico, evidentemente relativo a tali operazioni, a Lanzalone quando i fondi entreranno sui conti di Eurnova”. La consulenza, come l’assunzione, resta un’idea.

L’assessore Frongia al Fatto spiega: “Parnasi avrebbe dichiarato che sarei uno dei pochi, forse l’unico, tra i politici che ha incontrato a non avergli mai chiesto né ad aver ricevuto favori. È così. L’ho incontrato un paio di volte, come faccio con tanti imprenditori che vogliono investire nello sport a Roma, e in una occasione mi disse di essere alla ricerca di personale specializzato per una sua nuova azienda chiedendomi se conoscessi qualcuno con determinate competenze. A puro titolo di condivisione, ho passato questa informazione a persone con i requisiti ricercati”.

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