Quando nel 2016 entrò come sindaco del M5S nel Comune di Nettuno, Angelo Casto mise sul balcone di casa una civetta. Per lui, palermitano, vicequestore aggiunto, quello era il simbolo della Sicilia di Sciascia, nella città già sciolta per mafia – unica del Lazio – nel 2005. È durata meno di due anni la sua […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

Il volo di Vignolini: dalla Leopolda alla Rai

prev
Articolo Successivo

Siena, guerre intestine: il M5S resta senza candidato

next