Mohammed, Fatima, Sarah e Taqia, quattro bambini, il loro fratellino ancora nella pancia della madre Qaboul, e il loro papà Ahmed. Tutti morti sotto le macerie di un bombardamento. Non siamo in Siria, ma in Yemen. Guerra altrettanto atroce ma ignorata, insieme ai crimini e massacri di civili che proseguono impuniti ormai da tre anni. […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 14,99€ / mese

Articolo Precedente

Il Papa “rapisce” Alfie: “Si curi al Bambin Gesù”

prev
Articolo Successivo

“Il Paese è mio e le urne le anticipo io”

next