Conversioni

Lo chiamavano Matteo, ora già chiedono: chi?

Nuovo corso - Spariscono i fedelissimi dell’ex leader: da Gentiloni fino a Zanda, tutti giù dal carro

Di Gianluca Roselli
13 Marzo 2018

Quando un leader viene sconfitto, le truppe si assottigliano. Iniziano i distinguo, le prese di posizione, i “sono d’accordo, ma…”. Prima flebili voci isolate, poi più numerose, infine coro greco. Sta accadendo anche a Matteo Renzi, che ieri nella direzione del Pd ha formalizzato le dimissioni da segretario. Direzione “bruciata” da una lunga intervista dello […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a 15,99€ / mese

Ti potrebbero interessare

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione