All’ascoltatore preoccupato, il candidato premier a 5Stelle giura che lui da presidente del Consiglio non gli toglierà gli 80 euro “perché sono uno sconto Irpef, lei se li merita e nessuno glieli vuole toccare”. E al Matteo Renzi che premier lo è già stato, alle prese con il caso Boschi, non pare vero. “Il M5S per bocca di Di Maio ha detto oggi che nessuno intende toccare gli 80 euro – twitta – alla fine si sono convinti anche loro. Non è mai troppo tardi”. E a seguire, comunicati e cinguettii in abbondanza di onorevoli dem.

Si riapre così lo scontro tra il segretario del Pd e Di Maio: dritto, su un tema delicato anche per il M5S. Perché di cosa fare degli 80 euro, totem renziano, si discute da mesi nella pancia dei 5Stelle. Che spesso hanno preferito eludere l’argomento, scivoloso. Ma ieri a Radio anch’io il vicepresidente della Camera ha risposto alla domanda di un ascoltatore senza fare melina. Assicurando che lui non toccherà il bonus che trainò Renzi al 40,8% nelle Europee del 2014. “Ma non ha detto solo questo” insistono dal Movimento.

E in effetti Di Maio ha aggiunto che gli 80 euro “erano una mancetta”, mentre “noi allargheremo il taglio delle tasse, con un ulteriore alleggerimento per il ceto medio e con l’allargamento della no tax area”. Mentre voci dal Movimento sostengono che gli 80 euro saranno di fatto “inglobati” in una riforma del fisco che dovrebbe essere presentata in gennaio, e che vuole allargare la platea di chi godrà di esenzioni fiscali. Con particolare attenzione alle fasce più disagiate, ma comprendendo anche i lavoratori autonomi. “Però non si faranno bonus come gli 80 euro, la forma sarà molto diversa” ripetono. Ma i dettagli non sono ancora chiari, per una riforma che deve anche sbarrare il passo alle flat tax del centrodestra. Nell’attesa, Di Maio ha comunque “salvato” gli 80 euro. Perché la sua prima preoccupazione è rassicurare il ceto medio, la piccola e media borghesia a cui ripete da mesi che il referendum sull’euro è l’extrema ratio (come ha ripetuto giorni fa in un incontro a Roma anche agli ambasciatori dei paesi scandinavi). Ecco perché il tour tra le piccole e medie imprese del Nord, che ripartirà oggi. O l’insistenza sul tema del riposo domenicale obbligatorio per i commercianti, ottimo anche per dare un segnale alla Chiesa.

Così il Di Maio cattolico e moderato ha tenuto aperta la porta al totem renziano. Ma c’è il contraccolpo. Fatto di qualche silente mal di pancia nel M5S, dove più d’uno avrebbe gradito maggiore durezza (o vaghezza). E del contrattacco di Renzi: “È meraviglioso quando quelli che ti hanno votato contro per una intera legislatura sostengono le tue idee. Fate pure, non siamo gelosi”. Ma in serata i dem spingono anche su altro. E lo spunto è un video comparso sul blog di Beppe Grillo in cui Di Maio si libra in aria dentro un simulatore di “caduta libera” a Rho (Milano).

Il deputato Michele Anzaldi carica: “Nel filmato Di Maio è vestito con tuta e casco griffati Fastweb, l’azienda che ha sponsorizzato l’evento organizzato il 1° dicembre dalla Casaleggio Associati sull’intelligenza artificiale a Milano”. Ma la stessa Fastweb in una nota precisa: “Nessun ruolo nella realizzazione del video da parte di Di Maio, che ha acquistato il biglietto. Inoltre non abbiamo rapporti con la Casaleggio Associati. Il 1° dicembre abbiamo partecipato come sponsor a un evento, e la partecipazione di Casaleggio come relatore è una scelta degli organizzatori”.