L'indagine

Clima, guerra e prevenzione delle pandemie: le priorità degli italiani

Rapporto tra ambiente e salute - Guglielmo Micucci, direttore di Amref Health Africa-Italia: “Il tema del cambiamento climatico è ormai entrato nell'agenda quotidiana dei nostri connazionali. Soprattutto nei giovani. Altrettanto positivo il fatto che per oltre nove persone su dieci il cambiamento climatico è un'emergenza per la salute globale”

Di Amref Italia
21 Novembre 2022

Amref, la più grande organizzazione sanitaria senza fini di lucro in Africa dal 1957, ha presentato “Africa e salute: l’opinione degli italiani”, indagine realizzata da Ipsos su 800 casi rappresentativi della popolazione italiana. Quest’anno particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra ambiente e salute. Il sondaggio è stato preceduto dal lancio di un documento di Amref sull’approccio One Health (Salute Unica), presentato agli inizi di novembre.

Tra le prime domande del sondaggio ci sono quelle volte a indagare la conoscenza di COP tra gli italiani: complessivamente il 70% non sa di cosa si occupa. Fra chi invece conosce l’appuntamento (o dopo che viene loro spiegato l’appuntamento), il 64% pensa che le decisioni prese a COP27 possano avere un significativo impatto sull’ambiente nei prossimi anni. Più convinti i giovani adulti (75%), meno gli over 55 anni (58%). Nove italiani su dieci concordano sul fatto che il cambiamento climatico sia un’emergenza per la salute globale.

La riduzione dell’impatto del cambiamento climatico – secondo i risultati del sondaggio di Amref e Ipsos – è considerata da 1 italiano su 3 la priorità di cui si dovrebbe occupare il nuovo governo a livello internazionale (tra i 25-34enni la quota sale al 43%), seguita dalla gestione della guerra in Ucraina (27%) e della prevenzione delle nuove pandemie (12%). Il 21% (1 italiano su 5) ritiene che le questioni italiane siano più urgenti. Priorità che però si scontrano con altre esigenze: in tal senso emerge dal sondaggio che 1 italiano su 2 ritiene che prima di tutto bisogna pensare alla ripresa economica, anche se significa intraprendere azioni rischiose per l’ambiente. Per il 72% degli intervistati i Paesi ad alto reddito potrebbero fare molto di più per la salute dei Paesi a basso reddito, spostando la responsabilità principalmente sull’Europa.

Altro interesse di Amref – che si occupa di accesso alle cure di base in Paesi africani e di rafforzamento dei sistemi sanitari locali – era comprendere la consapevolezza che gli italiani avessero della sanità italiana. Per vagliare la tenuta dei principi del nostro Sistema Sanitario Nazionale – universalità, uguaglianza ed equità – nel sondaggio si è chiesto se “sarebbe giusto limitare il diritto alle cure gratuite” per gli stranieri, anche irregolari. Ebbene: il 25% ha risposto “per niente giusto” e il 24% “poco giusto”, mentre il 15% ritiene “molto giusto” limitarlo e il 29% “abbastanza giusto”, mentre il 7% del campione “non sa”.

Clima, guerra e prevenzione delle nuove pandemie, sono le priorità di cui si dovrebbe occupare il nuovo governo a livello internazionale, secondo quando riferisce la rilevazione di Ipsos” ricorda Guglielmo Micucci, Direttore di Amref Health Africa-Italia, che aggiunge: “Questo ci dice che sicuramente il tema del cambiamento climatico è ormai entrato nell’agenda quotidiana degli italiani. Soprattutto nei giovani. Altrettanto positivo il fatto che per oltre nove persone su dieci il cambiamento climatico è un’emergenza per la salute globale”.

Proprio durante COP27 il Direttore dell’Organizzazione Mondiale della Salute ha parlato dell’importanza della One Health, relazione tra la salute dell’uomo, dell’ambiente e degli animali. Secondo il documento di Amref, “i complessi problemi odierni, sanitari, sociali, ambientali, richiedono una risposta unica e integrata, che la One Health può dare, lavorando sinergicamente sulla salute globale e lo sviluppo sostenibile”. Molta strada c’è da fare perché solo il 12% degli italiani, secondo il sondaggio, conosce abbastanza o molto bene il concetto di One Health. Una volta spiegato agli intervistati il concetto di One Health, esso risulta convincente a circa il 75% di loro. “Siamo tutti interconnessi e non possiamo parlare di salute umana senza parlare di salute animale e degli ecosistemi. La mancanza di salute nell’acqua, nell’aria e nelle piante, ammala gli animali e l’uomo”, commenta Micol Fascendini, medico e collaboratrici di Amref Health Africa come esperta di One Health. Che aggiunge: “Mi piace rubare l’immagine del pentolino sul fuoco, che amano raccontare le comunità pastorali dell’Africa orientale. Solo con almeno tre pietre il pentolino è in equilibrio e può scaldare l’acqua per il te. Una o anche solo due pietre gli farebbero perdere l’equilibrio, l’acqua cadrebbe sul fuoco e lo spegnerebbe”.

Ulteriori domande del sondaggio vertevano infine sulla demografia – fattore che incide fortemente sul cambiamento climatico e sulla salute globale – e sulle principali minacce per la salute in Europa e Africa. In merito alla questione demografica quasi 1 italiano su 2 sa che i giovani sotto i vent’anni in Africa sono il 50%. Secondo gli italiani, le principali minacce per la salute delle persone europee sono le malattie croniche (47%), la crisi economica (37%) e gli effetti del cambiamento climatico (31%), mentre per le persone africane sono ritenute essere le malattie infettive, oltre al Covid19, (53%) le condizioni di vita (46%), la disponibilità di strutture e operatori sanitari (38%).

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