La festa del “Fatto”

Riforme, quasi mille persone al duello tra Settis e Nardella

A Roma - Oggi Raggi, Appendino e Travaglio

Di FQ
28 Agosto 2016

Io voto Sì perché la Costituzione si può cambiare e sono convinto che questa riforma la cambi in meglio, lo faccio anche per il futuro dei miei tre figli”. Un appello a favore della riforma costituzionale come tanti che si sentono in questi mesi, ma con una particolarità: il sindaco di Firenze Dario Nardella lo pronuncia alla festa del Fatto Quotidiano, a Roma, davanti a quasi mille persone che sembrano essere molto più d’accordo con Salvatore Settis, venuto a rappresentare il fronte del No.

La festa di Roma del Fatto, condotta da Silvia D’Onghia, si è aperta con un lungo confronto sulla riforma moderato da Stefano Feltri, oltre due ore davanti a un pubblico attento e partecipe che ha sfidato la calura di fine estate per ascoltare (e intervenire). Dario Nardella, l’unico renziano che ha accettato il confronto, è arrivato da Firenze con un faldone di documenti e citazioni, pronto a spiegare le ragioni del Sì. Settis, archeologo, ex direttore della Normale di Pisa, è arrivato armato soltanto del suo libro, da poco pubblicato da Einaudi: “Costituzione! – Perché attuarla è meglio che cambiarla”.

La prima parte del confronto ha riguardato il terremoto, le responsabilità e la reazione. Ma il dibattito – e il pubblico – si è scaldato davvero quando si è passati alla riforma. “Nardella dice che un sindaco deve stare vicino ai suoi cittadini tutti i giorni, e non soltanto nell’emergenza. Sono d’accordo, ma allora come farà a fare anche il senatore?”, è il primo affondo di Settis.

Nardella spiega che sì, nella nuova Costituzione (se approvata dal referendum d’autunno), i sindaci delle grandi città dovranno anche andare in Senato, “ma è fattibile, basta organizzare bene il lavoro concentrando le sedute, un po’ come in Germania con il Bundesrat, o con il Parlamento europeo”. È solo il primo di un lungo confronto che si chiude con Settis, a dibattito ultimato, che saluta Nardella dicendogli: “Io sono sicuro che nel segreto dell’urna alla fine voterai No”. Il sindaco non cede.

La serata è proseguita con il dibattito sulla televisione e sulla promessa del premier Matteo Renzi di tenerne fuori i partiti: ne hanno discusso il fondatore del Fatto Antonio Padellaro con Enrico Mentana, Bianca Berlinguer, Massimo Giannini e Carlo Freccero. Si prosegue oggi con le “sindache di opposizione”: Virginia Raggi, Chiara Appendino, Isabella Conti(Pd). Si prosegue con il regista di Lo chiamavano Jeeg Robot, Daniele Mainetti, e i suoi attori e il gran finale: lo spettacolo Perché No di e con Marco Travaglio e Giorgia Salari. Gli incassi verranno devoluti al Comune di Amatrice per ricostruire l’asilo e la scuola elementare (trovate i dettagli nel box qui sopra).

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