» Economia
lunedì 12/12/2016

Come ingannare il risparmiatore in sei modi diversi con un’unica mail

Il caso di Intesa Sanpaolo che propone rendimenti miracolosi ma glissa sui rischi e i veri costi

Banca Intesa-Sanpaolo non si tira mai indietro. Neppure quando si tratta di approfittare di una 92enne affetta da morbo di Alzheimer, sul cui conto sono rimasti 25 mila euro in Btp Italia 2020 Cum. Un’impiegata di una filiale del Cuneese scrive infatti alla figlia: dapprima spiattella calcoli dettagliati (e sbagliati) per dimostrare che fino alla scadenza quei titoli rendono pochissimo, cosa peraltro normale coi tassi attuali. Poi vanta, gonfiandoli, i risultati del fondo Eurizon Manager Selection MS 10.

Però la figlia non si lascia affatto convincere. Anzi s’indigna e con lodevole senso civico mi trasmette dettagliata documentazione della proposta, perché possa così aiutare altri risparmiatori a non cadere in un’analoga trappola. L’email è infatti un piccolo compendio di tecniche per ingannare i risparmiatori, onde mettere le mani sui loro soldi e spremerli con commissioni, provvigioni, addebiti vari ecc.

Prima manipolazione di Banca Intesa: confronta rendimenti futuri dei Btp nei prossimi quattro anni con rendimenti passati del fondo.

Seconda manipolazione: trascura il premio di rimborso dei Btp Italia Cum, fornendo così un dato inferiore a quello corretto.

Terza manipolazione: proietta su un anno una performance di quattro mesi scarsi, sbandierando così un 6,565 per cento del tutto infondato.

Quarta manipolazione: nasconde che coi Btp Italia si è difesi dal rischio inflazione, coi loro fondi targati Eurizon invece no.

Quinta manipolazione: tace sui rischi di perdite di Borsa, da evitare per un’ultranovantenne malata.

Sesta duplice manipolazione di Intesa Sanpaolo: spinge per un investimento opaco e pasticciato al posto di uno semplice e trasparente. Il regolamento del fondo autorizza infatti subappalti di gestione senza limiti, in quanto può riempirsi di quote di altri fondi o simili. Ergo, trasparenza sotto zero.

A leggere le sue caratteristiche viene proprio voglia di scappare di corsa. È scritto che “non ha l’obiettivo di replicare il rendimento del benchmark” ovvero l’andamento dei mercati dove investe; e di fatti molte volte ha fatto peggio, ossia ha distrutto ricchezza.

Ma soprattutto si scopre quello che l’e-mail non riporta, ovvero commissioni di sottoscrizione fino all’1,5 per cento e spese dell’1,69 per cento l’anno, per cui in quattro anni i risparmi (sciaguratamente) affidatigli verrebbero alleggeriti dell’8,3% Un salasso, che per altro “esclude i costi delle operazioni di portafoglio”, anche questi senza nessuna trasparenza. Ecco i veri motivi delle insistenze della pseudo-consulente di Banca Intesa!

 

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