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il Fatto Quotidiano
19 Luglio 2021
Il fatto economico

Prosegue l’appuntamento con la newsletter Il Fatto Economico. Oltre agli articoli del nostro inserto, questa settimana traduciamo un’esclusiva inchiesta del Financial Times sul curriculum controverso del manager italiano Giancarlo Devasini, creatore dell’exchange Bitfinex e della stablecoin Tether. Dello stesso tema, ma sul fronte giuridico, si occupa Nicola Borzi nella sua rubrica dedicata al mondo cripto, che questa settimana racconta le preoccupazioni delle autorità di controllo finanziario statunitensi ed europee sulla criptofinanzaa e le contromisure allo studio a Washington.

Buona lettura


FT: Da chirurgo plastico a mago delle criptovalute. Chi è Giancarlo Devasini, l’italiano dietro il boom di Bitfinex e Tether

di Kadhim Shubber e Siddharth Venkataramakrishnan

Quando Giancarlo Devasini è entrato nel mondo delle criptovalute, nel 2012, le sue richieste valevano decisamente poco. Si presentò su un popolare forum di Bitcoin per chiedere se qualcuno volesse comprare DVD o CD a 0,01 bitcoin l’uno (valevano allora circa 11 centesimi) promettendo la spedizione gratuita per grandi ordini.

Oggi Devasini, 57 anni, è uno dei player più influenti nel mercato globale delle criptovalute, in qualità di direttore finanziario di Bitfinex, un importante exchange di criptovalute, e anche di Tether, la moneta digitale connessa che ha in circolazione token del valore stimato in 60 miliardi di dollari. Di Devasini gli addetti ai lavori dicono che è l’uomo che prende le decisioni in due aziende cruciali, ora al centro degli opachi flussi finanziari del settore delle criptovalute, che valgono miliardi di dollari.

Tether è infatti la “stablecoin” (ovvero una criptovaluta ancorata ad altri beni) più grande al mondo ed è un lubrificante indispensabile per gli investitori che trattano in criptovalute più volatili. In virtù del suo ancoraggio ad asset valutati in dollari, Tether è diventata de facto la valuta di riserva della criptoeconomia globale.

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