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Rachel Keke è un’ex cameriera d’albergo diventata famosa in Francia perché portavoce di una lunga mobilitazione delle addette alle pulizie che denunciavano condizioni di lavoro indegne. Oggi Rachel Keke, che è nata in Costa d’Avorio, ha sconfitto una ex ministra di Macron ed è stata eletta deputata della gauche. “Sapevo che avrei vinto perché sono un grande simbolo, ho condotto una lotta per 22 mesi, so quello che voglio”, ha dichiarato. Una vittoria storica di una donna che si definisce una “guerriera”. Ce la racconta Luana De Micco.
Ci sono figure femminili che, con la loro tenacia, riescono a cambiare il corso delle cose. Come Rachel Keke, e come Veronica Yoko Plebani, una triatleta italiana capace di conquistare la medaglia di bronzo alle Paralimpiadi di Tokyo 2020. Veronica è stata colpita da una meningite fulminante quando aveva 15 anni; la malattia l’ha tenuta a lungo tra la vita e la morte e le ha lasciato in eredità un corpo pieno di cicatrici. Che oggi lei mostra con orgoglio, facendosi immortalare nuda da alcuni grandi fotografi: “È uno strumento di normalizzazione che esalta me e le mie particolarità”, ci ha detto. Adesso proprio il suo “corpo a corpo” dà il titolo a un docu-film su di lei, e sui mesi della sua preparazione per Tokyo, appena arrivato nelle sale cinematografiche.
Veronica la chiama la “normalità diversificata”, e di diversità parla anche l’attrice Tea Falco intervistata da Federico Pontiggia. È una delle protagoniste di “Donne di Calabria”, una docu-serie in sei puntate che ripercorre le vite di altrettante donne calabresi che nel Novecento hanno segnato la storia civile, politica e intellettuale di questo Paese. Falco interpreta Caterina Tufarelli Palumbo, la prima sindaca eletta in Italia nel Comune di San Sosti (CS) durante le elezioni del 1946.
A modo suo, è destinata a cambiare le cose anche Minerva – la supereroina nata dalla penna dell’architetto e scrittore Mario Coppola – che nella Terra dei Fuochi mette i suoi poteri al servizio degli altri. Abbiamo chiesto all’autore di raccontarci il senso di una ritrovata solidarietà. Come pure, e torniamo alla storia romanzata, hanno fatto le sigaraie di Palermo, che dalla metà dell’Ottocento, masticando tabacco e socialismo, hanno rivendicato diritti e condizioni lavorative migliori. Guido Biondi ha letto per noi il romanzo che Francesca Maccani ha dedicato a loro.
Da Parigi a Palermo è un viaggio. Ed è proprio di viaggio (ed emancipazione femminile) che si occupa la francese Lucie Azema illustrando gli stereotipi maschili che accompagnano persino la letteratura che narra chilometri e avventure. Ce ne parla Elisabetta Ambrosi.
Infine un appuntamento teatrale: l’attrice Sofia Quintavalli sarà domani a Milano con il suo “La Donna Pesce”. Angelo Molica Franco le ha chiesto di cosa si tratta.
Chiudiamo questo numero segnalandovi una video-inchiesta apparsa oggi su Fq Extra: negli Stati Uniti il diritto all’aborto rischia di essere cancellato a livello nazionale da una nuova sentenza della Corte Suprema. E a farne le spese sarebbero soprattutto le donne povere e di colore.
Buona lettura.
A cura di Silvia D’Onghia
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