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il Fatto Quotidiano
19 Maggio 2021
A parole nostre

Con i venti di guerra che la comunità internazionale finge di non avvertire, questa settimana A Parole Nostre partiamo dal conflitto israelo-palestinese e lo facciamo da un punto di vista ben preciso: quello della scrittrice Suad Amiry (intervistata da Michela Iaccarino), che punta il dito contro Ue e Usa, rei di appoggiare soltanto Netanyahu, e denuncia la scomparsa della sinistra italiana.

Lo scrittore Marco Balzano, che ha da poco dato alle stampe il suo ultimo romanzo “Quando tornerò”, ci parla di un altro universo, che conosciamo benissimo ma che continuiamo a ignorare: quello delle “badanti” che lasciano le proprie famiglie nei Paesi d’origine per venire a prendersi cura delle nostre. Balzano avanza una proposta: perché non chiamarle “curanti”, recuperando il significato di una bellissima parola?

Toponomastica femminile, la grande assente. Elisabetta Ambrosi ci accompagna per strada: ogni cento vie intitolate a un uomo, solo sette portano il nome di una donna. Angelo Molica Franco ci racconta invece le vite delle Comunarde, le eroine protagoniste della Comune di Parigi e poi dimenticate dalla Storia.

La casa editrice e/o ha appena ripubblicato un volumetto che ha cento anni, ma sembra scritto ieri: “Socialismo o barbarie” di Rosa Luxemburg: Giuseppe Cesaro l’ha riletto per noi. Infine un pensiero dal femminismo radicale: Sabrina Provenzani ci parla dell’attivista britannica Lola Olufemi e la sua ricetta per un mondo migliore (per tutti).

Buona lettura!

A cura di Silvia D’Onghia

L'intervista

Suad Amiry: “Usa e Ue difendono Israele. Letta con Salvini? Abbiamo perso il supporto della sinistra”

La scrittrice palestinese sul conflitto: “Netanyahu vuole dimostrare che è forte e bombarda Gaza, ma nessuno ricorda che Gaza è sotto assedio. Sulla resistenza pacifica e disobbedienza civile a Gerusalemme nessuno scrive articoli. Finché non finisce l'occupazione, vedremo tutto questo ripetersi, di nuovo e di nuovo”

di Michela A. G. Iaccarino

Il contributo

Le “curanti”, donne-bancomat che si occupano dei nostri affetti

Lo scrittore Marco Balzano a marzo ha pubblicato il suo ultimo romanzo, “Quando tornerò” (Einaudi), in cui affronta la storia di una romena, madre di due figli, nemmeno cinquantenne, che va a lavorare a Milano. Gli abbiamo chiesto una riflessione proprio su quelle equilibriste e costruttrici di ponti che, per dare un futuro migliore alla propria famiglia, se ne devono allontanare per farsi carico della nostra

di Marco Balzano

Toponomastica femminile

La strada per la parità è ancora lunga: ogni 100 vie dedicate agli uomini, solo sette alle donne

È una forma di discriminazione che non si vede, pur essendo messa in piazza. Napoli e Torino stanno decidendo di fare di più, che non significa cambiare i nomi già esistenti.

di Elisabetta Ambrosi

La Storia

Sulle barricate col fucile in mano: la Comune di Parigi è stato (anche) un avvenimento femminista

Diecimila donne combatterono al fianco degli uomini e poi ebbero un peso importante nella costruzione dei 72 giorni di autogoverno cittadino. Le riforme sociali, infatti, furono ritenute ancora più importanti di quelle politiche: scuola obbligatoria e gratuita per tutti; insegnamento laico al posto di quello di matrice religiosa; officine abbandonate consegnate alle cooperative di operai, pari retribuzione tra i sessi. La studiosa Federica Castelli ci ha restituito quei volti

di Angelo Molica Franco

Il saggio

Rileggere Rosa Luxemburg: sostituendo la “classe operaia” con i “nuovi schiavi”, il pensiero radicale non cambia

Ritorna in libreria “Socialismo o barbarie” della “sola discepola di Marx che abbia prolungato realmente l’opera della sua vita”, come la definiva Lukács. Una voce di cento anni fa, che fa impressione leggere oggi

di Giuseppe Cesaro

Pensiero critico

L’attivista britannica Olufemi: “Il femminismo funziona se rendiamo il mondo un posto vivibile per tutti”

Un punto di vista radicale e nero: “La politica femminista delle bianche neoliberali invita ognuna a focalizzarsi su se stessa, per inseguire crescita e guadagno personale, anche a spese degli altri”. Solo superando questo modello, e quindi le divisioni interne al movimento delle donne, potremo raggiungere una visione in grado di rappresentare tutte

di Sabrina Provenzani

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