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il Fatto Quotidiano
16 Dicembre 2020
A parole nostre

Ben tornati all’appuntamento con la newsletter A parole nostre. Questa settimana ci occupiamo innanzi tutto di parole: la linguista Cecilia Robustelli ci spiega perché termini come “ingegnera” o “medica” siano corretti dal punto di vista grammaticale, ma vengano rifiutati perché la nostra cultura è ancora imperniata di pregiudizi nei confronti dei ruoli apicali che le donne rivestono. Ci sembrano fondamentali le collaboratrici scolastiche, ma facciamo ironia sulle architette.

Andremo poi a Scampia, dove un gruppo di volontarie ha allestito una rete per sostenere le donne in difficoltà economiche e socioculturali o vittime di violenza domestica.

Riscopriremo le favole di Angela Carter, in cui le principesse di salvano da sole, e capiremo, con la psicoterapeuta Nicoletta Travaini, che la sensibilità può essere considerata un superpotere. Anche per gli uomini.

Infine impareremo dalle formiche come una società esclusivamente matriarcale possa essere crudele e noiosa.

Buona lettura!

A cura di Silvia D’Onghia

Scrivici a: newsletter@ilfattoquotidiano.it

L'intervista

La linguista Cecilia Robustelli: “Le parole discriminano le donne, ma non è colpa dell’italiano”

La professoressa smonta le scuse di chi sostiene che i termini ingegnera o medica siano errati o suonino male: "Al contrario, permettono di attribuire anche a una donna il ruolo che possiede, sono corretti sul piano grammaticale e evitano lo zigzag fra i generi che tanto ostacola la comprensione. Chiediamoci perché si usa senza problemi collaboratrice scolastica e si fa dell'ironia su architetta"

di Silvia D’Onghia

Sul territorio

Il “dream team” di Scampia, quando il volontariato femminile supera Camorra e miseria

Nel quartiere ci sono un centro anti-violenza, due squadre di calcio femminile, corsi di formazione, iniziative ed eventi culturali. Tutto è nato nel tentativo di aiutare le donne in difficoltà

di Paolo Dimalio

In libreria

Le fiabe di Angela Carter per insegnare alle bambine a salvarsi da sole

“Le mille e una donna” raccoglie per la prima volta in italiano tutte le 104 fiabe del corpus che la scrittrice ha concepito, attingendo alle tradizioni popolari europee, americane, inuit, africane, orientali e arabe

di Angelo Molica Franco

L'intervista

La sensibilità è un superpotere, e agli uomini farebbe bene capirlo. Parola di psicoterapeuta

Nicoletta Travaini ha appena pubblicato “Tutto tanto sempre” (Rizzoli): “Esternare e non implodere. Il corpo è il nostro miglior alleato e i sintomi psicosomatici sono un urlo da ascoltare. Quando le donne iniziano a lavorarci su, vanno a prendersi la vita che vogliono”

di Guido Biondi

La curiosità

Egoiste, crudeli e pigre: le formiche ci insegnano come può essere noioso il matriarcato

Due mirmecologi sfatano molti miti: la regina, sola e annoiata, ha il solo compito di mangiare e deporre uova. Le operaie, invece, hanno grandi poteri: assistono le uova, procurano il cibo, acquisiscono competenze ed esperienze, ma arrivano a uccidere senza scrupolo. I maschi? Fecondano poi muoiono tutti

di Elisabetta Ambrosi

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