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Quante volte abbiamo pensato di non essere all’altezza, che il nostro corpo non fosse “abbastanza bello” o in forma? A metterci questa frustrazione in testa sono (anche) i canoni estetici imperiosi dell’immaginario della pubblicità e dei social network (che dalla prima discendono). O, almeno, è questa l’idea che ha spinto la Norvegia a sancire per legge l’obbligo di segnalare quando una foto usata per un annuncio è ritoccata. Da qui cominciamo A parole nostre questa settimana, con l’intervista di Elisabetta Ambrosi al grande ritrattista Alessandro Dobici, che condivide l’iniziativa scandinava.
Continuando sul crinale dell’estetica, questa volta musicale, Guido Biondi si è immerso nei ricordi preziosi di Giovanna Marini, decana della musica folk italiana ma anche donna e artista molto impegnata nelle lotte del suo tempo.
A volte l’impegno femminile si trova dove meno ce l’aspettiamo. Per esempio in guerra. Riccardo Antoniucci ne ha parlato con la scrittrice etiope Maaza Mengiste, che studiando la resistenza all’occupazione italiana dell’Etiopia nel 1935 ha scoperto un aspetto rimosso dai manuali di Storia: tante donne hanno preso parte ai conflitti come combattenti.
Restiamo in tema di letteratura e donne dimenticate anche con Angelo Molica Franco, che questa settimana ricorda A parole nostre un’autrice molto popolare alla sua epoca, ma allo stesso tempo sfuggente e misteriosa: Anna Emilia Vivanti, conosciuta come “Annie”.
Chiudiamo la newsletter di questa settimana con un progetto sociale: quella di due donne imprenditrici della moda che hanno provato a costruire una filiera solidale nell’abbigliamento: ne scrive Romana Allegra Monti.
A cura di Silvia D’Onghia
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