Sita nel cuore della zona universitaria di Bologna, questa caratteristica trattoria non poteva avere altro nome se non quello della padrona di casa, schietta espressione di simpatia e tenacia. Imprenditrice per vocazione, Anna Maria dirige da 26 anni il suo locale, mantenendo rigorosamente immutato il menù della tradizione, “contadina e non cittadina”, come tiene a precisare.

Ci racconta, orgogliosa, che l’idea di avviare una propria attività le è venuta nel bar che gestiva in un esclusivo circolo tennis a Trebbo di Reno. Un cliente del club, sorpresala mentre mangiava le tagliatelle preparate con le proprie mani, le chiese di poterle assaggiare. “Tu mangi questo e a noi dai le pizzette?”. Da questa semplice domanda, Anna Maria riceve lo spunto per cambiare vita. Dapprima va in giro per l’Italia a fare esperienza e successivamente giunge a Bologna dove apre la sua desiderata trattoria . “Che Dio lo abbia in gloria” ribadisce grata, parlando del suo caro cliente, un noto professionista bolognese.

trattoria anna maria bologna

La pasta servita da Anna Maria è decisamente insolita per la ristorazione locale: la sfoglia è infatti sottilissima e le tagliatelle molto strette. Ci spiega che questa scelta, voluta e ragionata, nasce proprio dal suo palato e che nemmeno sua madre, da cui ha assimilato la passione per la cucina, preparava la sfoglia in questo modo. “Un piatto di minestra è come una musica fatta di tanti strumenti: deve essere una melodia. Gli ingredienti devono essere amalgamati e molto equilibrati. Non si deve sentire né troppo la pasta né troppo il ragù”. La sua cucina è caratterizzata dal rigore: nulla è lasciato al caso e ci si attiene da anni alle medesime procedure. La pasta è fatta da tre sfogline, nel laboratorio privato di Anna Maria, sito a pochi metri dalla trattoria e dalle cui vetrine si possono sbirciare i momenti della preparazione.

trattoria anna maria bologna

Nonostante sia un’amante del blues, le piace che nel suo locale si senta solo la musica dei piatti e che la clientela, cui lei è particolarmente riconoscente, possa chiacchierare e rilassarsi. Ai suoi clienti regala la poesia “Il valore di un sorriso” di Faber, che sembra essere il motto del posto. Qui si respira un’aria amichevole, anche per merito della cordialità dei suoi fedeli collaboratori, una grande famiglia composta da dieci persone di cui Anna Maria è una matriarca determinata: “Non cade foglia che io non voglia” ripete più volte.L’ambiente, composto da due sale e circa settanta coperti, è caldo e accogliente. Negli anni, Anna Maria ha avuto il piacere di ospitare diversi personaggi importanti, come testimoniano le pareti su cui si contano circa 1500 cornici, tra dediche e foto.

trattoria anna maria bologna
Con gli occhi commossi ci dice che è lì che vorrebbe morire. ”È il più bel posto del mondo in cui morire. L’ultima volta che giro gli occhi vedo tutte le mie cose.”

Sebbene sia maggiormente nota per i primi piatti, noi siamo rimaste molto colpite dai dolci e in particolare da un fine pasto dell’800, un’antica ricetta che Anna Maria è riuscita ad ottenere con ostinazione da una contadina che non aveva alcuna intenzione di cederla. Lei, testarda, è riuscita ad averla e di seguito la riportiamo.

GELATO AL LIMONE DI ANNAMARIA

4 limoni “non trattati”
1 lt di panna
8 uova
2 etti zucchero a velo
2 etti zucchero vanigliato

Grattugiare la buccia dei limoni e lasciarla in infusione per due ore nel loro succo. Montare la panna con lo zucchero vanigliato e le chiare delle uova con lo zucchero a velo. Montare i tuorli. Unire il tutto e mettere a gelare.

INDIRIZZO: Via delle Belle Arti, 17/A, 40126 Bologna
TELEFONO: 051 266894
PIATTI CONSIGLIATI: primi piatti, zuppa inglese, panna cotta, gelato al limone
FASCIA DI PREZZO: 30 – 40 €
PARTICOLARITÀ: cordialità, simpatia di Anna Maria e di tutto il personale.
CHIUSURA: il lunedì.

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