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giovedì 10/08/2017

Un tram chiamato Farinetti “Gli fanno una linea ad hoc”

Bologna - Polemiche per la tratta che collegherà il centro al nuovo store di Eataly (Fico). I 5stelle: “Un favore”. Replica: “Serve alla città, non a noi”
Un tram chiamato Farinetti “Gli fanno una linea ad hoc”

In carrozza. Parte il tram più Fico d’Italia. Quello che collegherà il centro di Bologna e la “Fabbrica italiana contadina”. Fico, appunto. A Bologna, nonostante il caldo rovente che piega quasi le torri, le polemiche politiche si risvegliano: “Sembra una linea fatta apposta per servire la nuova creatura di Eataly e Oscar Farinetti”, è convinto Max Bugani, consigliere comunale M5S. Virginio Merola, il sindaco, invece è trionfante: “Voglio ringraziare il sottosegretario Maria Elena Boschi e il ministro Claudio De Vincenti per l’attenzione”. Dopo il via libera del Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica le cui deleghe sono in mano al ministro dello Sport Luca Lotti, dovrebbero finalmente arrivare i 110 milioni del Patto per Bologna più volte annunciato. Ma a nessuno sono sfuggiti quei quattro milioni per finanziare il progetto del tram che collegherà Bologna a Fico. La partenza adesso è ufficiale.

E ripartono anche le polemiche su quella che promette di diventare una specie di Disneyland del cibo: 100mila metri quadrati di parco tematico, poi ristoranti, campi, stalle, centro congressi. Il sito già annuncia 2 milioni di visitatori stranieri l’anno.

Ma proprio il M5S accusò: “Il parco agroalimentare sorgerà sui terreni pubblici del Caab, il mercato ortofrutticolo di Bologna. Non c’è stato un bando”. Farinetti replicò: “Non sono io privato che devo decidere se fare un bando. Non ho voglia di mettermi a discutere con gente che si occupa solo di scandali e non di bellezza”. E il patron di Eataly fece anche qualche previsione: “Ci vorranno cento milioni, ma sarà bellissimo”. Addirittura ci fu chi parlò di sei milioni di visitatori l’anno.

Era soltanto l’inizio: dopo la presentazione del progetto ecco aggiungersi – “con regolare variante”, spiegano dal Comune di Bologna – un albergo da 200 stanze. Bugani la vede così: “Si stanno rendendo conto che il progetto rischia di non stare in piedi. Hanno aggiunto un albergo e poi chissà che altro ancora ci metteranno”.

Fico Eataly World è la società che si occupa dell’avvio, della gestione e delle promozione del parco, in Italia e all’estero: la società è partecipata da Eataly Srl, Coop Alleanza 3.0 Soc. Coop. e Coop Reno Scarl. Presidente onorario è Oscar Farinetti, presidente Francesco Farinetti e tra i consiglieri c’è Nicola Farinetti. Il M5S punta il dito: “Sono gli imprenditori vicini alle due anime del centrosinistra. Niente di illecito, però è una questione di opportunità politica”.

A quando l’apertura? Nel marzo scorso a Roma è arrivato l’annuncio: i cancelli dovrebbero essere spalancati nel prossimo ottobre.

Ma in parecchi hanno sottolineato il rischio cattedrale nel deserto. Anche Romano Prodi, bolognese doc, parlò di “problema di trasporti” in quella zona alla periferia della città.

Merola non la prese benissimo: “Grazie al Comune si fa Fico e grazie al Comune ci sarà un sistema di trasporti. Ringrazio tutti per i consigli meravigliosi, ma intanto sono io che ho trovato i milioni per progettarlo… Se tutti questi che ci danno consigli ci dicessero anche come trovare i soldi, il mio lavoro sarebbe anche molto più facilitato. Romano lo fa in buona fede, ma il sistema dei trasporti si farà. Ho un po’ d’esperienza amministrativa per sapere che ci vuole un mezzo di trasporto”.

Adesso ecco arrivare anche il progetto per il tram finanziato con soldi pubblici: “Noi non c’entriamo niente con questo progetto e non siamo i destinatari dell’opera. È un tram al servizio della città”, ricordano da Eataly. Intanto arrivano i primi 4 milioni e la benedizione del Governo e del Cipe. Ma poi quanto denaro pubblico costerà il tram? In Comune allargano le braccia: “Finora non abbiamo stime”.

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si anticipa la mossa bce

Banche, forti vendite di Btp per l’attesa di un rialzo dei tassi

Le bancheitaliane accelerano le vendite di titoli di Stato italiani, prima che Francoforte annunci, si prevede in autunno, una riduzione degli acquisti (il cosidetto quantitative easing), con il rischio di perdite su prezzi dei titoli in circolazione. Un’analisi della banca Jefferies, citata dal Financial Times, ha rilevato come a giugno la vendita di Btp da parte degli istituti abbia raggiunto la cifra di 20 miliardi di euro, quasi il doppio dei già considerevoli 9,4 miliardi di maggio. Il trend non è solo italiano. A giugno in Europa le vendite sono ammontate complessivamente a 46 miliardi di euro, portando il saldo da inizio anno a 257 miliardi.

Dagli stati patrimoniali delle banche al 30 giugno risulta che da inizio anno Ubi, per esempio, ha ridotto il suo portafoglio da 16,5 a 11,9 miliardi mentre il gruppo Intesa verso lo Stato, è sceso da 86,5 a 84,5 miliardi nonostante l’acquisto delle banche venete. Nell’ultimo trimestre, invece, Banco Bpm ha ceduto titoli italiani per 2,7 miliardi. Il differenziale di rendimento tra il titolo decennale italiano e il pari scadenza tedesco ha chiuso ieri a 158 punti base, in aumento di 6 punti rispetto al giorno prima.

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