Tutta l’ambiguità del Louvre arabo

Il dilemma - È un tentativo di guadagnare cittadinanza nell’arena della Cultura Massima, dove comandano i potenti di sempre? O un ammiccamento, che nasconde una persistente sudditanza culturale?

Un viaggio negli Emirati è straniante di per sé. Si trova tutto ciò che ci s’aspetta – follia architettonica, contrasti netti, società a due velocità, manodopere a livelli di sottomissione per noi inconcepibili – ma anche molto altro: per dirne una, la dimensione soft dell’Islam, comprensibile, esportabile, pronta a essere globalizzata. E poi, adesso, ci […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€

Entra ne Il Fatto Social Club

In offerta per il primo mese a solo 1€

Abbonati ora
© 2009-2018 RIPRODUZIONE RISERVATA - Il Fatto Quotidiano - Ti preghiamo di usare i bottoni di condivisione, e di non condividere questo articolo via mail o postarlo su internet, il giornalismo indipendente ha un costo, che può essere sostenuto grazie alla collaborazione dei nostri lettori.