» Politica
sabato 14/01/2017

Tajani presidente del Parlamento europeo: l’ex portavoce di Berlusconi eletto dopo il “signor Schulz”

Il nuovo numero uno dell'emiciclo di Strasburgo nel suo curriculum ha cancellato i servigi all’ex Cavaliere
Tajani presidente del Parlamento europeo: l’ex portavoce di Berlusconi eletto dopo il “signor Schulz”

Chi è Antonio Tajani secondo Antonio Tajani, eletto alla presidenza del Parlamento europeo per il centrodestra? Dal profilo pubblicato sul portale dell’Unione europea: ufficiale dell’Aeronautica militare italiana, inviato speciale in Libano, Somalia, Unione Sovietica; componente del comitato di gestione di Forza Italia; vicepresidente del Partito popolare europeo; vicepresidente della Commissione europea con delega ai Trasporti; ancora vicepresidente della Commissione europea però con delega all’industria; vicepresidente del Parlamento europeo; Gran croce dell’Ordine di Bernardo O’ Higgins in Cile; Cavaliere di Gran croce dell’Ordine del Fedele Servizio in Romania; ufficiale dell’Ordine della Legione d’Onore in Francia; Gran croce dell’ordine al Merito Civile in Spagna; socio onorario del circolo dei giornalisti bulgari contro la corruzione.

Per aggiungere un tocco di letteratura a una carriera politica senza sussulti e di un grigiore che adesso pare tornato di moda, Tajani ha distribuito un foglietto in inglese ai colleghi che devono nominare il successore di Martin Schulz. Per l’occasione, il militare Tajani – che in gioventù fu monarchico – s’è ricordato di un corso al centro Nato di Borgo Piave, frazione di Latina. E poi non ce l’ha fatta: è caduto nel revisionismo storico. Ha scritto che Indro Montanelli gli chiese di lavorare al Giornale. Falso. Più che le bugie, colpiscono le omissioni. Il pluridecorato Tajani ha dimenticato un passaggio essenziale nel percorso onusto di encomi e di successi e nelle multiple agiografie non ha citato – ingrato – l’uomo che ha trasformato un semplice cronista in un presunto statista di caratura europea: Silvio Berlusconi. Questa è la realtà che sfugge alla memoria di Tajani. Ha servito il padrone che ha dilapidato la credibilità del Giornale di Montanelli – subito scappato assieme ai giornalisti più fidati per sottrarsi all’ex Cavaliere – in una macchina di propaganda elettorale.

Ha partecipato alla fondazione di Forza Italia e curato la “discesa in campo” del ‘94. Ha ricoperto l’incarico di portavoce di Berlusconi per un biennio e di certo non ha aiutato la stampa, che il capo non ha mai tollerato. Ha accumulato legislature in Europa e poltrone di rilievo sempre con Forza Italia. Ha gestito un grumo di potere locale nel Lazio che non corrisponde a un possente consenso popolare: è sufficiente rammentare i fallimenti contro Walter Veltroni per il Campidoglio e contro un esponente dell’Ulivo nel collegio di Alatri (Frosinone) per Montecitorio.

Ha sostenuto le campagne di Berlusconi per delegittimare la magistratura, la sinistra (o i comunisti), le televisioni, i giornalisti. Ha firmato centinaia di comunicati stampa, di rettifiche, di proteste su mandato di Berlusconi. Ai parlamentari europei, lo stesso Tajani dovrebbe consegnare un campionario di dichiarazioni d’affetto – con un po’ di nostalgia per i bei tempi andati – nei confronti di Silvio. Per cominciare: “Berlusconi lo conoscevo perché l’avevo intervistato qualche volta. Fatto sta che io mi misi a sua disposizione e successivamente lui mi convocò. E il 2 gennaio 1994 mi trasferii ad Arcore”.

Ancora: “Ho ammirato il fatto che ci fosse qualcuno che finalmente faceva il portabandiera di valori che si rifanno alla nostra storia. Ad esempio, quando mi ha annunciato che il governo mi aveva scelto come vicepresidente della Ue non mi ha detto di difendere le aziende italiane, questo o quel settore. Mi ha detto ‘dai il meglio di te e rendi onore all’Italia’. Per me è un messaggio importante, che spiega tutto quello che ha fatto fino a oggi. Berlusconi è stato un anticipatore, si è sempre battuto per difendere l’importanza del nostro Paese in Europa, ha capito per primo che a problemi globali servivano risposte globali”. Per finire, una riflessione più recente: “Il capitano della nave è Berlusconi, i marinai dove vogliono andare? Noi dobbiamo riscoprire la nostra identità”. Perfetto. Corretto. Sacrosanto. Tajani deve iniziare a riscoprire la propria identità.

Entra ne Il Fatto Social Club

In offerta per il primo mese a solo 1€

Abbonati ora
© RIPRODUZIONE RISERVATA - Il Fatto Quotidiano - Ti preghiamo di usare i bottoni di condivisione, e di non condividere questo articolo via mail o postarlo su internet, il giornalismo indipendente ha un costo, che può essere sostenuto grazie alla collaborazione dei nostri lettori.
Politica
Il convegno in Senato

Colombo, Milani e Moro difendono incontro con ex Br

Con una lettera in risposta alle dichiarazione di Paolo Bolognesi, presidente delle vittime della strage di Bologna e Parlamentare dem, l’ex pm Gherardo Colombo, Agnese Moro e Manlio Milani (vittime piazza della Loggia) difendono il convegno organizzato in Senato con Grasso e il ministro Orlando per la presentazione de Il libro dell’incontro, vittime e responsabili della lotta armata a confronto: “Bolognesi considera l’evento ‘un’inaccettabile offesa istituzionale’. Ciò perché alla presentazione parteciperanno anche Adriana Faranda e Franco Bonisoli (…) Stupisce un po’ che non faccia menzione del fatto che, oltre a ex appartenenti alla lotta armata – tutti processati, giudicati, condannati e arrivati alla fine della pena si uniscano le voci di persone che sono state loro vittime. Il libro dell’incontro è infatti non una rievocazione storica o giudiziaria, ma la narrazione di un faticosissimo percorso di dialogo e di riconciliazione durato 7 anni, che non è servito a pacificare e a dare un bel colpo di spugna, ma piuttosto a dare la possibilità a chi è stato colpito da quella stagione di violenza di chiedere conto e di ascoltare le ragioni degli “altri”. Per capire senza scusare; per conoscere senza odiare”.

Politica

Livorno, svolta Aamps: ok dei creditori al concordato

Politica

Ora il governo chiede i danni a Verdini

Come si svuota il Comitato
Politica
La riforma gialloverde

Come si svuota il Comitato

La sinistra e la sindrome da microrganismo
Politica
Déjà vu

La sinistra e la sindrome da microrganismo

di

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy

×