Sul sesso degli angeli il dibattito ferve dalla notte dei tempi; sul sesso degli Angela, invece, stiamo arrivando a conclusioni definitive, ora che come ogni estate volano in formazione sui palinsesti. Cromosoma maschile ma protettivo e paterno quello di Piero, Angela senior; testosterone alla spina e senza freni quello di Alberto. Diventare un sex-symbol a furor di Rete partendo dalla prima serata di Rai1 pare un’impresa che ha del soprannaturale, degna di essere indagata dal rivale Roberto Giacobbo su Voyager. Alberto Angela seduce alla vecchia maniera, tele pedagogia nazional-popolare appresa alla scuola di Piero, si rivolge al pubblico ripetendo ogni due per tre “pensate…”, come Mike Bongiorno. E, pensate: mai un richiamo al mistero del Sacro Graal, mai un accenno al tesoro di Re Salomone; per spaccare gli bastano i souvenir del viaggio di nozze, la Venere di Botticelli, il Cupolone, il Museo Egizio, patrimoni dell’Unesco come se piovesse, luoghi che più comuni non si può. Martedì inevitabile botto di ascolti per Stanotte a Venezia, il più galeotto degli scenari, Angela che passeggia in altissima definizione per le fondamenta di Rialto, accompagnato da Lino Guanciale travestito da Casanova, Giancarlo Giannini nei panni di Goldoni, Uto Ughi chiamato a fare le veci di Vivaldi. Certo, Venezia è sempre Venezia; ma da Donald Sutherland, Jeremy Irons, Lino Capolicchio, Enrico Maria Salerno siamo passati ad Alberto Angela and friends; e meno male che la Tv è morta.