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sabato 09/07/2016

Roma, Raggi perde un pezzo: il capo di gabinetto si ritira

“Meetup” allargato. Incontro tra giunta, consiglieri e attivisti. Sei le priorità: dal debito ai salari fino alle corsie preferenziali
Roma, Raggi perde un pezzo: il capo di gabinetto si ritira

Nella pancia del Campidoglio i tavoli di un improvvisato meet up, per lavorare sulle priorità di governo. Fuori della porta l’ultima scheggia della battaglia interna, con Daniela Morgante, fino a giovedì capo di gabinetto in pectore, che si tira fuori e si rende non più disponibile, prima di essere messa da parte. Il primo, vero giorno di scuola della neo sindaca di Roma Virginia Raggi vive in bilico, tra un futuro da costruire e le scorie del presente. Ricadute dell’infinito scontro tra Raggi e la deputata romana Roberta Lombardi, il primo sponsor della Morgante, magistrata della Corte dei Conti, ex assessore al Bilancio con Ignazio Marino. Sembrava una nomina fatta, dopo che il fedelissimo della sindaca, Daniele Frongia, aveva accettato lo spostamento a vicesindaco con tanto di deleghe allo Sport e alla Qualità della Vita.

E invece Raggi ha detto no, perché Morgante era un nome della Lombardi. Abbastanza per negare quel ruolo apicale, in cui non voleva una persona scelta dalla deputata. Decisione irrevocabile, ma che fino a ieri sera nessuno aveva comunicato alla magistrata. Morgante però ha capito benissimo da sola, e in serata ha fatto sapere di non essere più disponibile per l’incarico. Al suo posto potrebbe arrivare Carla Raineri, magistrata della Corte d’Appello di Milano, già nella squadra tecnica del commissario Francesco Paolo Tronca come responsabile Anticorruzione.

E sarebbe un altro tecnico di Tronca, dopo il super-assessore al Bilancio e alle Partecipate, Marcello Minenna. La favorita è lei, ma non è ancora detta l’ultima, nel risiko a 5 Stelle. Le certezze invece sono le priorità di governo per i primi 100 giorni (e più) del M5s a Roma. A partire dall’assestamento di bilancio e dall’aggiornamento del Documento Unico di Programmazione, da votare entro il 31 luglio. Ma presto arriverà anche un audit sul debito storico del Campidoglio, con “un’operazione verità” sui derivati che hanno devastato i conti comunali.

Poi la revisione dei bilanci delle Partecipate, il completamento degli ecodistretti per la raccolta differenziata e la vertenza sul salario accessorio dei dipendenti, per garantirsi il dialogo con il personale. Proprio per snodare questa matassa è stato costituito un gruppo di lavoro, composto da esperti, chiamato a riequilibrare le buste paga dei comunali.

Da qui partirà Raggi, che ieri ha riunito a Palazzo Senatorio una sorta di meet up allargato. O meglio, una giornata di lavori con un tavolo gestito da ciascuno dei nove assessori, per conoscersi e confrontarsi con consiglieri, associazioni civiche e militanti a 5 Stelle su metodo di lavoro e programma. Un esperimento destinato a ripetersi nelle prossime settimane.

L’assestamento di bilancio e le variazioni al Dup sono le prime due scadenze da rispettare. Fondamentali, perché saranno i passaggi per ridistribuire le risorse tra i dipartimenti e avviare i primi investimenti. Tenendo conto delle ristrettezze di cassa, il Campidoglio ha circa 250 milioni di euro di debiti fuori bilancio da pagare. Uno dei tanti macigni, per una giunta che tra le sue priorità ha anche il miglioramento della mobilità, e in particolare la manutenzione e l’ampliamento delle corsie preferenziali per gli autobus. Ieri Raggi ha avuto una lunga riunione con il dg dell’Atac (l’azienda dei Trasporti), Marco Rettighieri, per discutere dei conti dell’azienda e del parco veicoli a disposizione. Da ammodernare in fretta, giurano dal M5s. Però servono risorse, da trovare anche con i fondi europei.

E in questo caso un ruolo prezioso dovrà giocarlo l’eurodeputato Fabio Massimo Castaldo, membro del mini-direttorio romano, nei piani l’uomo di collegamento con Bruxelles. A margine della trasmissione Coffee Break ieri spiegava: “Vogliamo rendere Roma una città modello, che attragga fondi europei diretti e indiretti. E puntiamo a stabilire relazioni internazionali ad alto livello per riuscirci”.

Intanto la prossima settimana Raggi potrebbe avere il suo primo incontro ufficiale con il premier Matteo Renzi. Per lunedì 11 luglio è in programma ad Ostia la consegna di una pista di atletica realizzata con fondi del Coni. Ci sarà anche il presidente del Comitato olimpico, Giovanni Malagò. E potrebbe essere un’occasione per una parola chiarificatrice sulla candidatura ai Giochi del 2024. Ieri invece La Stampa ha scritto di un esposto dell’Anac alla procura di Roma, sulle due consulenze di Raggi come avvocato per l’Asl di Civitavecchia. Ma in giornata sia la procura che l’Anac hanno smentito. Lei ostenta tranquillità, mentre in queste ore dai vertici filtra un messaggio chiaro: “La sindaca è lei”. Tradotto, vietato farle (ancora) la guerra. Perché non c’è più tempo.

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