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sabato 03/12/2016

Referendum, sorpresa alla festa: canta la Nannini

Energia pura - La musicista apre la kermesse del “Fatto” al Teatro Italia a Roma: ”La Costituzione è NOstra”. Sul palco attori, scrittori, giornalisti e musicisti

Il sipario si apre, svelando il palco del Teatro Italia a Roma. Sono le 21.30 e davanti al pubblico compare, a sorpresa, Gianna Nannini, giacca di pelle ed energia pura mentre canta “America”. Di fronte, quasi mille persone arrivate da ogni parte d’Italia per “La Costituzione è NOstra”, l’evento organizzato dal Fatto Quotidiano con il Comitato del No per festeggiare la bellezza della nostra Costituzione a due giorni dal referendum. Migliaia e migliaia sono i lettori e i sostenitori del No collegati in streaming sul sito del Fatto Quotidiano, ma anche su Facebook. Insomma, è proprio festa, dentro e fuori dal teatro.

È la festa di chi resiste al Sì imposto con la forza, di chi vuole mostrare che il No non è solo accanimento o violenza, non è divisione, non sono i toni aggressivi tanto criticati in queste settimane, ma anche arte, spettacolo, riflessione profonda (alcuni interventi li potete leggere nella pagina qui accanto), satira e gioia.

Come quella del duo comico Ficarra e Picone: “Noi voteremo No perché Marco Travaglio sa cose di noi compromettenti e ci farà editoriali contro – esordiscono mentre la platea, tra risate e applausi, continua a riempirsi –. E poi quelli del Sì non ci hanno voluto. Facciamo la festa a casa di De Luca, ci hanno detto. Tutto il Pd? No, manca solo la Bindi”. Poi, riferendosi ai ritardatari: “È grillino, si vede è arrivato in ritardo. Mi raccomando, il 4 dicembre non facciamo che andate a votare a mezzanotte”.

Il ritmo è veloce, vivace. Sul palco è il turno del segretario della Fiom, Maurizio Landini: “La libertà è partecipazione. E la democrazia rende viva la partecipazione. Abbiamo un premier non eletto, con un parlamento che la Consulta ha dichiarato incostituzionale. Renzi ha sempre indicato Marchionne come suo modello: un uomo ma ha portato la Fiat all’estero, che non paga le tasse in Italia. Questo modello autoritario è alla base della riforma: Renzi vuole accentrare il potere sul governo, nelle sue mani. Il suo obiettivo è diventare un amministratore delegato che gestisce il Paese come fosse una sua azienda. Ma la Costituzione deve essere di tutti”. Quasi un minuto di applausi per il giurista Stefano Rodotà: “Il tentativo di impadronirsi della Costituzione è stato condotto con molta aggressività e determinazione. Le ragioni politiche non possono influenzare le scelte sulla Costituzione”.

Lo spazio non basta per raccontare tutto e citare tutti (potete trovare i video sul nostro sito): basta per farsi un’idea sapere che si sono alternati Travaglio, Gomez, Padellaro, Scanzi (in una lettura di Calamandrei insieme a Claudio Gioè, Giordano De Plano e Veronica Gentili) e poi Sabrina Ferilli, Carlo Freccero, Anna Falcone,Tomaso Montanari, Erri De Luca, Amalia Signorelli, Sabina Guzzanti, Piero Pelù(con il maestro Gianna Fratta), Monica Guerritore, J-Ax e moltissimi altri.

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Partecipazione

Un grazie a tutti i lettori che hanno contribuito alla serata

Per la campagna del Sì sono arrivati fondi pubblici e privati da finanziatori come Davide Serra. Il fronte del No ha avuto mezzi infinitamente più ridotti. Per la serata di ieri il Fatto ha potuto contare solo su tanti amici (attori, cantanti, scrittori…) che hanno partecipato a titolo gratuito e sul sostegno di voi lettori. Lettori che ringraziamo per l’aiuto che ci hanno fornito.

Abbiamo ancora bisogno di voi: potete acquistare con un’offerta libera lo “Speciale No” in pdf che raccoglie copertine e speciali realizzati dal Fatto in questi mesi, materiali anche da stampare e consultare per l’ultimo giorno di campagna elettorale.

Potete fare così: mandateci via email a segreteria@ilfattoquotidiano.it la ricevuta del bonifico (causale e oggetto dell’email: “Contributo per il 2 dicembre“) e noi vi invieremo lo speciale.

Queste le coordinate bancarie: Banca Popolare Emilia Romagna, Ag. Roma F – Viale Giulio Cesare 54 – 00192, intestato a Editoriale Il Fatto Spa.

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Politica
Il cantante

Pau dei Negrita: “Sono contro gli stravolgimenti”

Rientrati in Italia dopo un tour che li ha portati a esibirsi a Londra, Tokyo e Los Angeles, i Negrita si sono aggiudicati il Premio Fabrizio De André alla carriera: “Per la mia generazione – racconta Pau, il frontman della band aretina – è stato un nome di riferimento, soprattutto per chi imbracciava una chitarra per la prima volta e provava a cantare. Noi Negrita abbiamo intrapreso una carriera che con la sua poesia e l’arte ha avuto poco a che fare, però basta quel nome scritto sul trofeo per intimorirci un po’”. Oltreché di musica, Pau parla anche dello scandalo del secondary ticketing “un’attività illegale, piuttosto odiosa perché molto spesso ci rimettono gli artisti o l’immagine che la gente ha di essi”, e del referendum di domenica prossima: “È stata fatta una fiera attorno a questa vicenda, è come se tutta l’Italia non pensi ad altro che a questo referendum. In realtà interessa solo ai politici e ai media che li seguono a ruota. Sui giornali, poi, vengono pubblicate le liste di persone note che appoggiano l’uno o l’altro schieramento, ponendoli come avversari o nemici giurati, ma bisogna tornare coi piedi per terra e ricordare che è solo un referendum nel quale personalmente voterò No”.

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