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martedì 05/07/2016

Roma, la sindaca Raggi ai parlamentari M5s: “Avete aizzato Grillo, ora parlo solo con Di Maio”

Giunta più vicina, ma nei Cinque Stelle la tensione resta alta. La sindaca furibonda con i parlamentari romani del Movimento

“La giunta è sostanzialmente chiusa”, giurano. Ma i rancori e le tensioni sono ancora tutti lì. Muri, tra la sindaca di Roma Virginia Raggi, i parlamentari romani del M5s e il mini-direttorio che deve affiancarla nelle decisioni più importanti. Tra nervi e riunioni infinite, la trama della giunta a 5 Stelle pare cominciare a dipanarsi. Effetto anche della la telefonata di Beppe Grillo alla sindaca di venerdì scorso, in cui il garante le ha intimato di rimuovere dal ruolo di vice capo di gabinetto Raffaele Marra, vicino a Gianni Alemanno. E allora giovedì 7 la sindaca dovrebbe presentare i suoi nove-dieci assessori nella prima seduta del nuovo Consiglio comunale. Così trapela dopo gli incontri di ieri in Campidoglio tra Raggi e gli eletti romani. Il rieletto consigliere comunale Daniele Frongia ha accettato lo spostamento da capo di gabinetto a vicesindaco, come chiedevano i parlamentari. Tutti convinti della necessità di avere un vice “politico”, e quindi controllabile dal Movimento.

Come parziale consolazione, Frongia otterrà la delega “pesante” alle Partecipate. Al suo posto come capo di gabinetto verrà nominata Daniela Morgante, ex assessore di Ignazio Marino, originariamente destinata al Bilancio. In ottimi rapporti con i quattro consiglieri uscenti del M5s, la magistrata della Corte dei Conti ha dato subito la disponibilità a spostarsi di ruolo. Ora però resta scoperto proprio il Bilancio. Ma dal M5s assicurano di avere trovato la figura giusta, “mai uscita finora sui giornali”. E non sarà il dirigente della Consob Marcello Minenna, ora favorito nuovo Ragioniere generale del Campidoglio. In lizza per l’assessorato ai Trasporti invece c’è anche il consigliere Enrico Stefano, che si è detto “disponibile per un ruolo”.

Di certo verrà creata una cabina di regia ad hoc, con un assessore affiancato da varie figure tecniche. Raggi invece terrà la delega al Personale. “Ce lo ha detto lei, intervenendo alla nostra assemblea”, racconta il coordinatore delle Rsu di Roma Capitale, Giancarlo Cosentino. Per ora, i nomi certi sono Paolo Berdini all’Urbanistica, Paola Muraro all’Ambiente, Andrea Lo Cicero allo Sport, Luca Bergamo alla Cultura, Flavia Marzano alla Semplificazione-Smart City e Laura Baldassarre alle Politiche sociali. Mentre si parla di una pre-riunione di giunta, per domani. Sullo sfondo però rimangono i nodi interni. “Parlo solo con Luigi Di Maio”, ripete da giorni Raggi ai parlamentari romani. La sindaca si è affidata alla mediazione del vicepresidente della Camera, che ha aiutato a trovare la quadra nelle ultime ore, anche facendo leva sul suo responsabile relazioni istituzionali, Vincenzo Spadafora (è stato lui a suggerire come assessore Baldassarre). Però il clima resta teso. “Grillo è stato duro con Raggi” sussurrano dai piani. E lei lo avrebbe rinfacciato ai parlamentari: “Mi avete aizzato contro Beppe”. La giunta sarà anche più vicina. Ma per la pace serve altro.

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Napoli

A Bacoli e a Portici cadono i due sindaci “simil-De Magistris”

Mentre “l’originale” viene rieletto a Napoli, due piccoli ‘cloni’ di Luigi de Magistris gettano la spugna in provincia. Finisce dopo un anno a Bacoli l’amministrazione di Josi Gerardo Della Ragione, 29enne sindaco-blogger senza partiti alle spalle, ben voluto dal M5s. Della Ragione cade per le dimissioni di nove consiglieri, tra cui cinque di ‘Bacoli Libera’ fuorusciti da ‘Freebacoli’, la lista figlia dell’associazione fondata dal sindaco, secondo i quali “l’ultimo mese è stato contrassegnato da un crescendo di aggressività verso chiunque non mostrasse totale accondiscendenza con il sindaco, fino a clamorose violazioni delle regole”. Della Ragione non ci sta e si dice vittima “di palazzinari e speculatori ai quali ho pestato i piedi, costringendoli a pagare le tasse e a rivedere le concessioni per le spiagge”. De Magistris gli tende la mano: “Sono triste ma gli ho detto di non mollare, può tornare presto con un mandato più forte, noi lo sosterremo”. A Portici muore la giunta di Nicola Marrone, anche lui magistrato entrato in politica, a causa delle dimissioni di 13 consiglieri.

 

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