La libertà è partecipazione e la democrazia dovrebbe essere lo strumento che rende viva la partecipazione. Stiamo vivendo una situazione paradossale, un premier che non ha eletto nessuno a capo di un Parlamento dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale, che non ha la maggioranza del popolo sovrano e che usa la maggioranza che non ha per cambiare la Costituzione. E l’ha già usata per rovinare metà del Paese sul piano dei diritti. Ma tutto questo, se ci pensiamo, non ci stupisce. In fondo, Matteo Renzi ha sempre indicato come suo modello un certo Sergio Marchionne e non ha cambiato idea neanche dopo che questo amministratore delegato ha portato la testa della Fiat all’estero, ha fatto investimenti all’estero, non paga le tasse in Italia, ha la sede legale da un’altra parte.

E non ha cambiato idea neanche quando Sergio Marchionne è stato condannato dalla Corte Costituzionale per aver discriminato le persone, per aver leso le libertà, discriminato il diritto di chi lavora di essere libero anche nel luogo di lavoro e di scegliersi il sindacato che vuole. Non è un caso che abbia scelto Marchionne, che ha violato le leggi, che ha violato la Costituzione, che tiene tante persone ancora fuori dalle sue fabbriche e che tenta di discriminare ancora chi non la pensa come lui. Di fatto, mi viene da dire che questo modello autoritario è alla base anche della riforma costituzionale. Renzi di fatto vuole accentrare il potere sul governo, sull’esecutivo: il suo obiettivo è diventare un amministratore delegato che gestisce il Paese come se fosse un consiglio di amministrazione che a quel punto non risponde al popolo sovrano ma solo a pochi e potenti azionariati di maggioranza. Del resto credo che sia davvero irresponsabile quello che sta facendo, perché sta dividendo il Paese, perché la Costituzione deve essere di tutti, non di una maggioranza.

E oggi avremmo bisogno di unire il Paese perché siamo di fronte a una situazione difficilissima, nessuno di noi ha mai vissuto una situazione così complicata . E anzichè unirlo per usare tutte le intelligenze che ci sono, lo sta dividendo ulteriormente. Noi metalmeccanici (…) voteremo No: il problema della Costituzione non è cambiarla, ma è finalmente applicarla in tutte le sue parti per sancire i diritti fondamentali. A partire dal diritto al lavoro: che non sia merce. E poi alla casa, all’istruzione e alla salute. Per questo votiamo No. E siamo così altruisti che lo facciamo per permettere anche a Renzi di restare in Italia.