L’inchiesta

Consip, oltre a “30.000” per “T.” Romeo scrisse sul pizzino “incontro con L.” (Lotti)

Caso Consip - I pm sentiranno Emiliano sugli sms del ministro che gli consigliava di vedere l’amico (e coindagato) di papà Renzi. Nei foglietti strappati l’appuntamento, che non ci fu

25 Febbraio 2017

La Procura di Roma sentirà come testimone Michele Emiliano, probabilmente mercoledì prossimo. Certamente il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Mario Palazzi chiederanno a Emiliano di consegnare la copia degli sms con Luca Lotti e Tiziano Renzi svelati ieri dal Fatto.

In quegli sms Lotti consiglia a Emiliano nell’ottobre del 2014 di incontrare Russo: “Lo conosciamo”, gli scrive. Un dato importante per i pm che indagano Russo per traffico illecito di influenze con Tiziano Renzi e Lotti per rivelazione di segreto e favoreggiamento perché, secondo la testimonianza dell’amministratore di Consip, Luigi Marroni, gli avrebbe rivelato l’esistenza delle indagini su Consip.

Non c’è solo questo elemento svelato da Emiliano al Fatto a legare Lotti a Russo. Il Fatto è venuto a conoscenza di un altro elemento: sul ‘pizzino’ scritto da Romeo dopo un incontro con Russo nell’estate scorsa, non c’è solo scritto “30.000 al mese per T.” e “5.000 ogni due mesi per CR”. Sul foglietto vergato a mano dall’imprenditore per far capire a Russo gli impegni reciproci del loro accordo, c’erano scritte anche una “L.” e una “M.”.

Il foglietto, strappato da Romeo, è stato recuperato e ricomposto dai carabinieri del Noe rovistando nella spazzatura degli uffici della Romeo di via Pallacorda a Roma. Poi hanno riascoltato le intercettazioni ambientali della giornata in cui il foglio sarebbe stato vergato. Ogni volta che il discorso entra nel vivo si sente silenzio e il rumore di una penna che scrive. Inserendo le lettere nelle pause e leggendole nel contesto gli investigatori si sono convinti che i due stavano disegnando un vero e proprio accordo quadro.

Il Fatto ha già svelato parti del ‘pizzino’ come lo chiamano i pm di Napoli Henry John Woodcock e Celeste Carrano nel decreto di perquisizione. I ‘pizzini’ in realtà sono più d’uno. In quello più completo dopo le frasi “30.000 al mese per T.” e “5 mila ogni due mesi a CR” ci sono anche “due incontri quadro tenuti da T. con M. e L.”. Secondo gli investigatori Russo parla con Romeo della contropartita: Tiziano Renzi (T.) avrebbe tenuto due incontri tra Romeo e due persone per lui fondamentali: “M.” dovrebbe essere Luigi Marroni, l’amministratore delegato di Consip che – secondo Alfredo Romeo – lo snobbava a beneficio dei concorrenti nella gara più grande d’Europa, quella per il cosiddetto Facility management 4: 2,7 miliardi divisi in 18 lotti.

Il misterioso “L.”, stando alla lettura degli investigatori, sarebbe Lotti. L’amico di Tiziano Renzi quindi si impegnerebbe con Romeo anche per conto del babbo del premier a organizzare un incontro tra Romeo e Lotti, tenuto da T, cioè da Tiziano.

Ora è bene sottolineare che nessuno dei pagamenti ipotizzati e nessuno degli incontri con M. ed L., se sono davvero Marroni e Lotti, si è poi realizzato. Va detto inoltre che Tiziano Renzi non partecipa a un solo colloquio. Va ribadito che il babbo dell’allora premier non ha incassato un euro da Romeo e che potrebbe essere vittima di un colossale misunderstanding sulla “T.” o di un colossale millantato credito di Russo. Però per dovere di cronaca bisogna segnalare anche che la prima fuga di notizie sull’indagine Consip risalirebbe secondo le testimonianze raccolte dai pm proprio all’estate 2016, poco dopo i discorsi su questo mega-accordo presunto tra Russo e Romeo.

Russo era davvero amico di Tiziano Renzi e i vertici della Consip, secondo quello che racconta l’ex parlamentare Italo Bocchino ad Alfredo Romeo mentre è intercettato, ‘il ragazzo’ 33enne di Scandicci si era presentato come amico di Luca Lotti. Ai vertici di Consip lo rispettavano e ascoltavano (prima di sapere che era intercettato) proprio perché lo ritenevano un amico del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e del ‘babbo’ Tiziano Renzi, amico di Luigi Marroni, l’amministratore delegato di Consip nominato dal governo Renzi. Russo sosteneva di essere in grado di arrivare a Marroni tramite Renzi sr.

E Romeo, che voleva vincere la gara Consip Fm4 da 2,7 miliardi, cerca di spendere questo triangolo toscano (Russo-Tiziano-Marroni) sul tavolo romano.

La Procura di Roma sentirà mercoledì come testimone Emiliano e pochi giorni dopo come indagato Tiziano Renzi per capire se in questa storia ci siano reati o solo chiacchiere.

L’inchiesta sulla Consip viene danneggiata quando Marroni, avvertito a suo dire da Luca Lotti e da altri amici di Renzi come Filippo Vannoni e il comandante dei carabinieri della Toscana, Emanuele Saltalamacchia, fa bonificare l’ufficio di Consip e trova le cimici.

Cosa lega il presunto autore della fuga di notizie che ha danneggiato l’inchiesta, cioè Luca Lotti, a un possibile beneficiario della stessa, cioè Carlo Russo? I magistrati di Roma che indagano Lotti per favoreggiamento e rivelazione di segreto finora avevano in mano soltanto quel foglietto con la “L.” più le chiacchierate di Romeo e Bocchino più quelle interne alla Consip sul rapporto Lotti-Russo.

Ora, grazie alla testimonianza di Michele Emiliano al Fatto Quotidiano, si scopre che già nell’ottobre del 2014, quando Russo cercava di inserirsi in Puglia, era Lotti ad accreditarlo all’allora sindaco di Bari. Russo magari millantava su altre cose. Ma il rapporto con il sottosegretario lo aveva davvero.

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