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lunedì 11/06/2018

Governo, Di Maio non cede le delega alle Telecomunicazioni alla Lega

Lo scontro - Il vertice tra i leader non sblocca l’impasse. Il grillino vuole avere tlc ed editoria

I posti di sottogoverno e quelli nelle grandi partecipate agitano il nuovo governo. L’unica novità, al momento, è che la strategica delega alle telecomunicazioni non andrà a un leghista – come ipotizzato nelle ultime ore – ma a un uomo scelto dai 5Stelle. È quanto filtrava ieri da fonti autorevoli proprio mentre si svolgeva il vertice sulle nomine a Palazzo Chigi tra Luigi Di Maio, Matteo Salvini e il premier Giuseppe Conte di ritorno dal G7 canadese.

Insomma la delega assai cara a Silvio Berlusconi e rilevante per i rapporti in seno a quello che fu il centrodestra è ancora in bilico. “Niente manuale Cencelli, cerchiamo le persone con la sensibilità più adattà”, ha spiegato Di Maio a In Mezz’ora (Rai3). In palio ci sono però tutti i posti da viceministri e sottosegretari. Ma il vertice convocato nel tardo pomeriggio, alla presenza anche di Giancarlo Giorgetti, non è risolutivo e solo da martedì tutte le caselle dei dicasteri avranno un volto, un nome e un cognome.

A Giorgetti, sottosegretario leghista a Palazzo Chigi dovrebbe andare quella al Cipe. Tlc, Editoria e Servizi sono al centro di un braccio di ferro sotterraneo tra M5S e Lega, con Di Maio che vorrebbe tenere per i 5Stelle le prime due, proponendo il senatore pentastellato Primo Di Nicola per l’editoria. I servizi potrebbero andare al premier Conte (mentre il vertice del Copasir, la commissione che vigila sui servizi andrà al Pd, con in pole Lorenzo Guerini, o a Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia).

Al M5S spetteranno circa 25 tra viceministri e sottosegretari, poco meno di venti andranno invece alla Lega. Al Tesoro sono in corsa i 5 Stelle Laura Castelli (come viceministro) e Stefano Buffagni, ai quali potrebbe accompagnarsi il leghista Massimo Garavaglia.

Al Mise-Lavoro, in quota Lega si fa avanti Alberto Brambilla, “mente” della proposta sulle pensioni del Carroccio mentre alla Farnesina è salda la candidatura di Emanuela Del Re, proposta dal M5S come ministro degli Esteri prima del voto. Nicola Molteni o Stefano Candiani della Lega potrebbero fare da vice al Viminale, il leghista ligure Edorardo Rixi è in pole per i Trasporti, i 5 Stelle Nunzia Catalfo e Luca Frusone sono in corsa come vice di Di Maio ed Elisabetta Trenta, alla Difesa.

In ballo ci sono anche le nomine a Cassa depositi e prestiti. La presidenza è già opzionata dalle Fondazioni azionista, che hanno indicato Massimo Tononi, ex Mps e Goldman Sachs. Per l’amministratore delegatosembrerebbero in pole Massimo Sarmi (in quota Lega) e dell’attuale Cfo Fabrizio Palermo (M5s). Quest’ultimo, per risolvere l’impasse, potrebbe essere promosso a direttore generale. In questo modo i 5Stelle otterrebbero la nomina del direttore generale del Tesoro.

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