“Noi, i fantasmi di Dogman: in gabbia tra merda e tv”

“Noi, i fantasmi di Dogman: in gabbia tra merda e tv”

Dogman, il canaro muove i suoi passi nel fango, le sue scarpe affondano nell’acqua putrida. Un “western urbano”, è l’immagine che il regista Matteo Garrone offre al pubblico per descrivere il luogo di quella scena. Inferno meridionale. Un agglomerato di fatiscenze. Lo scempio degli scempi, che insieme ad altre devastazioni, rappresenta la peste che ammorba […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Entra ne Il Fatto Social Club

In offerta per il primo mese a solo 1€

Abbonati ora
© 2009-2018 RIPRODUZIONE RISERVATA - Il Fatto Quotidiano - Ti preghiamo di usare i bottoni di condivisione, e di non condividere questo articolo via mail o postarlo su internet, il giornalismo indipendente ha un costo, che può essere sostenuto grazie alla collaborazione dei nostri lettori.