In Inghilterra non sarebbe successo. Perché la cronaca giudiziaria praticamente non esiste. Ma anche perché un politico che mandasse una lettera come quella di Roberto Maroni sarebbe estremamente mal visto. Come se compisse un’ingerenza, se uscisse dai confini del proprio ruolo”. Parla John Hooper, corrispondente dall’Italia di Economist e Guardian.

Ma come funziona in Inghilterra? “I cronisti sono liberi di scrivere soltanto prima dell’accusa formale. Dal momento del cosiddetto charging – che sta a metà tra l’avviso di garanzia e il rinvio a giudizio – fino all’inizio del processo, i giornalisti non possono scrivere altro che il nome dell’accusato e il reato contestato”. E dopo? “Cominciato il processo è di nuovo possibile pubblicare gli atti dell’inchiesta salvo che il giudice non preveda diversamente”. Ma che cosa accade a chi scrive nonostante il divieto? “Si chiama Contempt of Court, il mancato rispetto degli ordini della Corte. Sono previste multe anche pesanti che, però, vengono pagate dai giornali”. È un mondo diverso quello descritto da Hooper: “C’è una collaborazione molto stretta tra magistratura e cronisti. Anche se ci sono giornalisti che infrangono le regole”. Ma diverso anche per un altro motivo: “Difficilmente in Inghilterra un politico avrebbe scritto una lettera come quella di Maroni”.