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martedì 08/11/2016

Neonazi a Milano, settimana nera di rock e svastiche

L’adunata, Il 19 torna Blood & Honour, attesi in Lombardia gruppi vietati in Europa. No del Comune. Sabato l’antipasto a Pavia
Neonazi a Milano, settimana nera di rock e svastiche

Pioveva acqua sporca sabato sera a Pavia. Oltre duecento anime nere, dopo le 20, si sono messe in marcia. Dalla piazza del Municipio sono scese lungo il cardo della vecchia Ticinum. Passo marziale, ordinato. Attorno un silenzio irreale, poco più in là i bicchieri della movida. In fondo a Strada nuova l’imbocco del vecchio Ponte Coperto. Oltre Borgo Ticino. Qui, in via Scapolla, il camerata Emanuele Zilli morì la sera del 5 novembre 1973. Morì per una caduta in motorino e non per mano dell’estrema sinistra. Eppure tutto vale per l’ennesima apologia nazifascista andata in scena con il via libera del prefetto e del questore. Non del sindaco Pd, Massimo Depaoli. Primo cittadino e parte della giunta, sabato, erano in piazza assieme all’Anpi e ai giovani del circolo Arci Radio Out intitolato a Peppino Impastato.

Attendevano all’ingresso del Ponte Coperto. Presidio vietato dalla questura. Saranno manganellati. Non una, due volte. Colpito un ricercatore universitario. Il tutto mentre gli skinhead celebrano il loro rito, non prima di essere passati nella piazza intitolata a Ferruccio Ghinaglia, dirigente pavese del Pci ucciso dai fascisti il 21 aprile 1921. Verso mezzanotte, con i blindati schierati, ecco le 200 anime nere fare ritorno. Vogliono andare a casa, saranno scortati. Passano davanti a “Radio Out”. La tensione sale, a cento metri, da un anno, è aperta una sede di CasaPound. Il fiume nero imbocca i vecchi vicoli. Loro avanti, la polizia dietro a inseguire. Ci sono blindati ovunque. Nei bar della sinistra, chi beve esce in strada e fa blocco. Non succede altro ed è solo un caso. Eppure, sabato sera, qualcosa di grave è avvenuto. I neofascisti si sono presi la città e lo hanno fatto con il via libera delle istituzioni. Oggi l’Anpi chiede le dimissioni del prefetto Erminia Rosa Cesari.

A marciare c’erano gli skinhead pavesi le cui attività vengono coordinate dall’associazione Recordari. Con loro i camerati di Varese e quelli di Cremona, gli stessi che il 18 gennaio 2015 ferirono gravemente un militante del centro sociale Dordoni. Insomma, l’allarme nazifascista è evidente. I fatti di Pavia, però, sono il prologo al 19 novembre, quando andrà in scena un evento nazi-rock. Dove? Resta un mistero. Certamente in Lombardia. Probabilmente a Milano, come lo scorso anno. Nome dell’evento “Europe Awake”. Oggi, però, la novità è di rilievo. Chi organizza, gli Hammer Skin meneghini, ha stretto un patto di alleanza con l’internazionale nazifascista di “Blood & Honour”, la cui insegna si compone della Totenkpf, il teschio delle divise delle Ss con dietro il Triskel, la svastica a tre gambe. Il vicensindaco di Milano Anna Scavuzzo avverte: “La manifestazione ci preoccupa, siamo pronti a parlare con le varie istituzioni”. Sulla stessa linea l’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza: “Farò tutto ciò che è necessario perché questa manifestazione non avvenga in città”.

La rilevanza di “Blood & Honour” viene segnalata in diversi report dell’intelligence, dove si chiarisce il ruolo di questo movimento, nato in Inghilterra nel 1979. È l’epoca della Rac, Rock against communism. In Italia il primo rappresentante dell’internazionale nera è il Veneto fronte skinhead. Nel tempo, “Blood & Honour” è stato ritenuto un movimento illegale in Germania, in Spagna e in Belgio. La filiale tedesca nel 2000 fu definita dal ministro dell’Interno Otto Schily “un’organizzazione xenofoba”. Ma c’è di più: la sigla Combat 18 (iniziali di Adolf Hitler nell’alfabeto) diventa l’anima eversiva del movimento. Sono accertati collegamenti con la National socialist alliance, gruppo neonazi Usa che ha influenzato Timothy McVeigh, autore dell’attentato di Oklahoma City (1995, 168 morti). Ecco, dunque, con chi gli Hammer di Milano hanno stretto alleanza. Non solo. Se da un lato gli Hammer rappresentano lo spirito identitario, dall’altro il movimento “Lealtà e azione” è l’anima politica. Restano sovrapponibili. I nazifascisti dal volto pulito hanno scelto come base Monza, ma hanno aperto sedi anche a Milano, Abbiategrasso, Lodi. Agiscono dietro all’associazionismo. Obiettivo: coinvolgere più persone possibili attraverso temi “buoni” come la lotta alla pedofilia o la tutela degli animali. Stringono rapporti politici con la Lega e scelgono, a Milano, battaglie simili come la protesta contro i profughi. C’è poi il lavoro nelle scuole (grazie a un continuo volantinaggio) e nei piccoli Comuni sotto ai mille abitanti. Anime sempre più nere anche grazie al colpevole aiuto delle istituzioni. Anime che il 19 novembre canteranno con i londinesi Squadron: “I bianchi avranno il loro giorno, Nazionalsocialismo è l’unico modo”. Oppure ricorderanno Erich Priebke con i veneti Katastrof: “Sarai sempre esempio per la bianca gioventù”.

 

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