Matteo non fa prigionieri. Giro di nomine punitive

Inizia la “bonifica” di Palazzo Chigi e l’occupazione del Consiglio di Stato
Matteo non fa prigionieri. Giro di nomine punitive

Matteo Renzi ha un difetto, mai smussato, che gli contestano pure gli amici: è sospettoso. E l’istinto lo spinge a rottamare se stesso e poi i collaboratori più fidati. A Palazzo Chigi c’è tensione. Nessuno è immune. I primi bersagli per dare un segnale a tutti Antonella Manzione è sbarcata al governo tra malignità e […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€

Entra ne Il Fatto Social Club

In offerta per il primo mese a solo 1€

Abbonati ora
© 2009-2018 RIPRODUZIONE RISERVATA - Il Fatto Quotidiano - Ti preghiamo di usare i bottoni di condivisione, e di non condividere questo articolo via mail o postarlo su internet, il giornalismo indipendente ha un costo, che può essere sostenuto grazie alla collaborazione dei nostri lettori.