Un giorno passa il ministro dell’Interno e dice ai prefetti: “Svuotatemi un po’ di case occupate da immigrati, che siano grandi, visibili, in centro, bisogna fare in modo che i votanti si accorgano che noi le cose le facciamo sul serio”. La frase, benché virgolettata, è solo immaginata. Ma come spiegare, altrimenti, la risposta della signora Paola Basilone, prefetto di Roma, al giornalista del Corriere della Sera, Rinaldo Frignani (25 agosto): “Si è trattato di una operazione di cleaning (tenere presente che si tratta di pulizia di esseri umani, ndr), di riportare l’ordine a piazza Indipendenza, (che prima dell’assalto ai dormienti non era mai stato violato, ndr) di ristabilire le regole (quali sono le regole per i senza casa immigrati?, ndr)”.

Prosegue l’articolo che cito: “La prefetta della Capitale non ha dubbi: lo sgombero del palazzo di via Curtatone è perfettamente riuscito”. La frase è stupefacente, se si pensa che la gerarchia, professionale e umana, dei compiti della prefetta è rovesciata: prima trovare casa a nome dell’Italia agli 800 rifugiati (tra cui mamme, bambini e donne incinte) che sono stati accolti dal Paese che lei rappresenta. E poi sgomberare. Invece la prefetta ha messo tutti per la strada. E quando i senza casa hanno sistemato le coperte sull’erba di un piccolo parco per far dormire i bambini, sono arrivati dalla questura (certo non su iniziativa della Polizia, ma su ordine del prefetto), e li hanno spazzati con i fortissimi getti di acqua che si usa per respingere pericolosi cortei. Un poliziotto, da solo, ha capito quel che stava accadendo (il contrario della ragione) e ha cercato di confortare una donna. Ma non l’ha capito la prefetta Basilone. Quando il giornalista ha osservato: “Altri prefetti hanno aperto tavoli con questi movimenti”, purtroppo la prefetta ha risposto: “Con me non si siede nessuno che non sia legittimato. Questa è la mia linea”. Ovvio che una parte degli italiani, quelli che si ispirano ancora testardamente alla prima parte della Costituzione (qui tutta violata) e ai valori della Resistenza, non può adottare la linea della burocrazia impegnata in operazioni di cleaning.

Pensate che a Roma è ancora vuoto l’intero, immenso edificio dell’ex Ospedale di San Giacomo, abbandonato e svuotato senza ragione da alcuni anni. Ma tutti fingono di non saperlo. Dare casa a mamme e bambini etiopici ed eritrei potrebbe essere un incentivo per nuovi sbarchi, se i libici non sparano.