La terra trema e sono tornati i pubblici àuguri

Cicerone in una delle sue ultime e mature opere, il De legibus (52 a.C.), trattava dei poteri dei sacerdoti nell’osservare i segni della volontà divina, i cosiddetti auspicia, e le conseguenze che questi avrebbero potuto avere sulle decisioni delle assemblee popolari. “Gli interpreti di Giove Ottimo Massimo, i pubblici àuguri, prevedano dai presagi e dagli […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Entra ne Il Fatto Social Club

In offerta per il primo mese a solo 1€

Abbonati ora
© 2009-2018 RIPRODUZIONE RISERVATA - Il Fatto Quotidiano - Ti preghiamo di usare i bottoni di condivisione, e di non condividere questo articolo via mail o postarlo su internet, il giornalismo indipendente ha un costo, che può essere sostenuto grazie alla collaborazione dei nostri lettori.